Suona il piano
alla fermata,
preso a pugni

Aggredito alla fermata
Aggredito alla fermata
Mario Pari 18.06.2018

La serata doveva concludersi in serenità, dopo una breve performance al pianoforte all’interno della fermata «Vittoria» della metropolitana. Ma la voglia di condividere con gli amici la propria passione musicale e il desiderio di esaudire la richiesta sono stati il presupposto per un gesto violento ai danni di un quindicenne. Un’aggressione in piena regola che per la vittima ha reso necessario il ricovero in ospedale.

PIENO CENTRO di Brescia, le 23 di un sabato sera come tanti altri, e un gruppetto di coetanei che sta per rincasare in metropolitana. Uno dopo l’altro scendono i gradini della fermata «Vittoria». E vedono il pianoforte a disposizione di tutti. «Facci sentire qualcosa», chiedono gli amici a uno di loro che vive la musica come una grande passione, con lezioni private. E lui non si tira indietro. Le note che si alzano sono quelle di un compositore giapponese. Gli amici ascoltano attenti, ma a poca distanza c’è un altro gruppetto di giovani, il cui interesse è molto diverso: vogliono divertirsi nel modo sbagliato, prendendo in giro chi sta regalando musica, offrendo il frutto della propria sensibilità agli altri. E da quell’altro gruppetto, probabilmente composto da ragazzi dell’Est, partono risate di scherno. A 15 anni può capitare di sentirsi offesi, in particolare d’intendere l’offesa per se stessi e per la musica. E può succedere che, una volta finito di allietare gli amici, si saluti poco elegantemente chi ha sghignazzato, pur senza «dichiarazioni di guerra». Invece quel «saluto», quel braccio alzato, da intendersi, con ogni probabilità, come un «lasciatemi perdere», ha l’effetto contrario. Così, scatta l’inseguimento del giovanissimo «pianista nel metrò», costretto a darsi alla fuga, purtroppo durata poco.

AD AVERE la meglio è, se non il capo della gang, quello che urla più degli altri. E corre più veloce. Raggiunto il 15enne, lo colpisce con due pugni al volto. La situazione si sta facendo sempre più drammatica. Gli amici del musicista, nonostante si siano accorti che qualcosa di grave stia per accadere, sono già troppo lontani per poter intervenire. Difficile raggiungere in tempo chi si trova a fronteggiare sette persone. Una volta arrivato a casa il giovanissimo, è soccorso e trasportato in ospedale, dove viene ricoverato. Ha riportato la rottura do un capillare a un occhio e tagli profondi a un labbro. «Ma ci vedo bene - tranquillizza - e ho già sporto denuncia ai carabinieri che sono stati in ospedale. Ne avrò per una settimana». Le indagini dovranno risalire al colpevole e ai suoi complici, puntando sul supporto delle telecamere installate all’interno della stazione della metro. I responsabili di fatti simili in passato sono stati rintracciati. Dare un volto e un nome ai componenti della baby gang non dovrebbe essere impossibile. • © RIPRODUZIONE RISERVATA