Sulla Tav
Boccia insiste:
«Bisogna farla»

Laura Castelletti, Letizia Moratti, Francesca Bazoli, Giuseppe Pasini e Vincenzo Boccia ieri al museo di Santa Giulia  FOTOLIVE
Laura Castelletti, Letizia Moratti, Francesca Bazoli, Giuseppe Pasini e Vincenzo Boccia ieri al museo di Santa Giulia FOTOLIVE
Michela Bono 22.02.2019

Che sia da fare non è in discussione. Resta da capire quando, perché il fattore tempo è dirimente. La Tav, secondo Vincenzo Boccia, è insieme questione cruciale e cruccio, esattamente come tutte le altre opere ferme, che in Italia bloccano lo sviluppo e il lavoro. Il presidente di Confindustria, ieri a Brescia per il roadshow “Insieme per l’Africa”, ha ribadito la sua preoccupazione per il congelamento della Torino-Lione discusso alla Camera (ieri l’approvazione di una mozione sul tema), in cui Movimento Cinque Stelle e Lega hanno dato seguito alla mediazione tra blocco (i Pentastellati) e revisione totale del progetto (il Carroccio). Il clima, secondo Boccia, è preoccupante in generale, tanto che «l’economia sta cercando di unire ciò che la politica sembra voler distruggere, come i rapporti tra Italia e Francia». Il presidente si riferisce alle recenti tensioni tra i due Paesi e, in parallelo, al grande lavoro di diplomazia che la Confindustria italiana e la corrispettiva francese stanno portando avanti in vista del Forum economico italo francese che si terrà a Versailles a fine mese. «La sfida non è tra Italia e altri Paesi europei, ma tra Europa e resto del mondo, ma questo la politica sembra non capirlo» ha dichiarato. E mentre l’Italia si chiude in se stessa, Confindustria ricorda che poco distante da noi esiste un gigante al quale Cina e America stanno già guardando per ingenti investimenti, l’Africa. Il continente nero è al centro del progetto che la confederazione, insieme alla fondazione E4Impact e San Patrignano, ha avviato a settembre per reclutare imprenditori interessati a sviluppare business sostenibile in Africa e con l'Africa. «Come terza tappa del roadshow abbiamo scelto Brescia perché la consideriamo città simbolo dell’integrazione» ha dichiarato Letizia Moratti, presidente di E4Impact. L’evento, ospitato all’auditorium Santa Giulia, non a caso si è svolto nell’omonimo complesso che, come ha dichiarato Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei, è simbolo di una miscellanea di culture, nonché vanto bresciano per eccellenza. «L’Africa è una enorme opportunità di sviluppo reciproco, basti pensare che oggi l’export diretto pesa solo il 3,9 percento delle esportazioni totali - ha ricordato Giuseppe Pasini, presidente di Aib -. Questo significa che l’Africa è la nuova frontiera per tutti noi, per fare impresa e infrastrutture». Non dimentichiamo, ha continuato Pasini, che a Brescia circa il 20 percento dei dipendenti proviene da queste aree. «In un periodo in cui vengono bloccate le navi dei migranti, diciamo che la miglior palestra per l’inclusione è l’impresa» ha sottolineato il presidente di Aib. IL PROTOCOLLO d’intesa mira a reclutare nuove aziende che vogliano raccogliere la sfida, non solo investendo in Africa, ma anche formando i migranti in una logica di convenienza reciproca. «Siamo in un contesto in cui a volte le paure e le chiusure prevalgono sulla ricerca della scoperta e di soluzioni positive. Ma così si perdono occasioni - ha spiegato Moratti -. L’impresa diventa luogo di formazione e di mediazione: il lavoro è strumento di emancipazione e in Africa c’è molto da fare. La cultura africana, tra l’altro, è vicina al nostro sistema di imprese medio piccole a gestione famigliare». Un percorso che E4Impact ha già avviato con successo in numerosi Paesi subsahariani, puntando su giovani imprenditori, know how, brevetti e tecnologie innovative. Tutto questo sotto la guida di una realtà d’eccellenza nel campo dell’integrazione e della riabilitazione sociale come San Patrignano. «Siamo i protagonisti di una nuova sfida, costruire meccanismi che inneschino circoli virtuosi - ha spiegato Piero Prenna, presidente della comunità di recupero -. Un lavoro che rientrerà appieno nel Susteinable Economy Forum del 4 e 5 aprile». L’invito agli imprenditori bresciani, dunque, è di recuperare una capacità di visione e uscire dalla spirale di negatività che affligge l'Italia. «Dietro il pensiero economico di Confindustria - ha detto Boccia - c’è un’idea di società, inclusiva e aperta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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