Stazione sotto stretto
controllo e contro
la droga arriva Amelia

Il cane anti-droga, Amelia, in azione sul binario uno della Stazione
Il cane anti-droga, Amelia, in azione sul binario uno della Stazione
Giuseppe Spatola 14.11.2018

Giuseppe Spatola Quando l'ingegnere Benedetto Foix la costruì pensava che sarebbe dovuta diventare luogo di riferimento per la città, capitale di una provincia riccamente industrializzata. Era il 24 aprile 1854, giorno in cui fu aperto all'esercizio il tratto Coccaglio-Verona della costruenda ferrovia Milano-Venezia. E da quel giorno sotto le pietre rosse della stazione di Brescia sono passati milioni di persone. In 164 anni di storia quello di Brescia è diventato tra i principali snodi ferroviari della Lombardia per numero di passeggeri, registrando annualmente un flusso medio di compreso tra i 18 e i 22 milioni (pari a 50/60 mila passeggeri al giorno), il 10% del totale regionale. Una fiumana di viaggiatori su cui vigilano costantemente le forze dell’ordine. Da qui la necessità di garantire la tranquillità e la sicurezza dell’obiettivo sensibile, allungando i controlli anche all’intero quartiere. Ieri pomeriggio l’ultimo coordinato con 20 uomini in campo tra Polizia, Carabinieri, Agenti della Locale e Guardia di Finanza. Controlli a tappeto, aiutati anche da Amelia, cane anti-droga delle Fiamme Gialle, che hanno portato a oltre un centinaio di controlli. Del resto la zone è considerata sempre a rischio ed appena due giorni fa la Locale ha effettuato due arresti, elevato 65 verbali per violazione del codice della strada, 16 contravvenzioni per infrazioni al regolamento di Polizia Urbana e tre pubblici esercizi sanzionati. In quel caso gli agenti hanno arrestato in piazza Repubblica un nordafricano pregiudicato, irregolare sul territorio nazionale, perché trovato in possesso di dieci grammi di eroina e 250 euro in contanti. Non solo. Nelle stesse ore la pattuglia aveva arrestato anche un senegalese nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale «Freccia Rossa»: l’uomo aveva addosso 30 grammi di hashish e marijuana e 80 euro in contanti. Anche ieri pomeriggio il gruppo interforze ha controllato chi bivaccava in zona e gli esercizi pubblici. «L’impegno in zona è costante - ha confermato Giuseppe Paglia, dirigente delle Volanti -. Senza dubbio l’intero quartiere è tenuto sotto stretta osservazione, sapendo che è punto nevralgico della città». La stazione e le vie intorno sono nel mirino delle forze dell’ordine che anche in borghese tengono gli occhi puntati sulle situazioni a rischio.

UN IMPEGNO che parte da lontano e che negli ultimi anni ha dato i suoi frutti. Basti pensare ai numeri raccolti nel 2017 quando in zona stazione, la Polizia di Stato ha svolto 260 servizi, dieci straordinari di cui tre con altre forze di sicurezza, 59 arresti, 103 denunce e 66 tra i 365 espulsi che erano al Carmine e proprio nello scalo ferroviario. A questi numeri (sempre nel 2017) si devono aggiungere quelli dei carabinieri, con 36 arresti per droga tra parchi, via Milano e al Carmine. La stazione di Brescia è diventata anche crocevia di criminalità. Lo sanno i residenti che chiedono più sicurezza e lo sanno le forze dell’ordine che non abbassano la guardia e proseguono costantemente nell’opera di prevenzione. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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