Stadio, australiani
pronti a chiedere
i danni

Stadio Rigamonti
Stadio Rigamonti
Eugenio Barboglio18.02.2019

Gli australiani hanno inviato ieri una lettera tramite i loro avvocati italiani. Una lettera aperta, ma che di fatto ha un indirizzo preciso; piazza della Loggia 1. Il municipio. L’ordine di spedirla, John Caniglia e soci l’hanno data pochi minuti dopo essere rientrati in Australia, con volo da Roma. I giorni trascorsi a Brescia fitti di incontri, hanno avuto una coda sgradita: la decisione della Loggia di cancellare, o forse solo di congelare, il bando. La lettera fa perno proprio su questo, perchè agli australiani, in mezzo a tanta incertezza, il bando per la raccolta di manifestazioni di interesse per costruire lo stadio nuovo sembrava l’unico punto fermo. Sapere che anche quello è in dubbio, addirittura che Del Bono avrebbe fatto un passo indietro, consegnando tutta la partita-stadio alla trattativa bilaterale con Cellino e solo con lui, li ha convinti a scrivere. Il cuore della lettera è presto detto: se il bando non si fa più gli uomini d’affari di Melbourne chiederanno i danni alla Loggia per le spese sostenute nei tanti viaggi e per avere confidato e lavorato allo studio di fattibilità dello stadio in vista della procedura pubblica. Del cambio di rotta della Loggia hanno appreso dai giornali, la verità la vogliono dal sindaco.

«NEL CASO quanto scritto risultasse corrispondente alla realtà, saremmo sorpresi e negativamente colpiti dall’eventuale improvviso ed inspiegabile cambio di posizione», scrivono. Per loro non c’erano dubbi: «Il bando non solo era stato annunciato a dicembre ma era stato confermato con la delibera della Giunta n. 16 del 23.1.2019, contenente “indirizzi in merito alla realizzazione e gestione di un nuovo stadio comunale“». E fino al 13 febbraio «la stampa riportava la conferma da parte del Comune dell’imminente pubblicazione del bando, annunciata entro i primi giorni di questa settimana». In vista di questo appuntamento gli australiani sottolineano di aver «selezionato un team di professionisti per essere pronti a presentare, nei termini previsti dal bando, un idoneo studio di fattibilità, comprensivo del piano economico-finanziario». Il quale, soprattutto nell’indicazione delle risorse e dei finanziamenti, «richiede, preventivamente, che la Loggia indichi le condizioni della concessione (durata del diritto di superficie etc.), senza le quali non è possibile redigere un serio piano economico-finanziario». Dunque per Caniglia e soci «una decisione del Comune di procedere diversamente risulterebbe in contrasto con le dichiarazioni e indicazioni fatte alla nostra società al fine di farci investire tempo e risorse». Ne consegue che si riserveranno «il diritto di richiedere il rimborso di tutti i costi sostenuti per presentare il progetto, incluso il tempo allocato per la preparazione della documentazione richiesta (finora diverse migliaia di ore di lavoro), fatto salvo ogni ulteriore diritto». Mentre gli australiani attendono una sua risposta, Del Bono oggi incontra i capigruppo di opposizione. Ai primi punti dell’agenda quel bando che invece che cassato potrebbe solo essere messo in freezer e l’emergenza di dove far giocare il Brescia il prossimo anno se dovesse andare in serie A.