«Scossa di terremoto
in città»: allarme
(e danni) sono simulati

In campo i cittadini «segnalatori» formati e i radioamatori
In campo i cittadini «segnalatori» formati e i radioamatori
Marta Giansanti12.11.2018

Una scossa di terremoto, ieri mattina, ha fatto tremare l’intera città. Ingenti i danni registrati in tutte le zone tra edifici crollati, strade inagibili, ponti franati e alberi divelti. Più che normale se non vi siete accorti di nulla perché in realtà si è trattato di una simulazione: la prima del genere a livello nazionale e organizzata dal Comune di Brescia con la collaborazione dei volontari dell’Associazione radioamatori italiani (Ari) e di segnalatori qualificati. Cinquanta le diverse postazioni sul campo, una presenza capillare per tenere sotto attenta osservazione l’intera area. Punti prestabiliti della città diretti da altrettanti radioamatori bresciani coadiuvati da oltre 90 cittadini volontari con il compito di riferire i danni (fortunatamente solo immaginari) provocati dal potenziale sisma. «È un’iniziativa innovativa e rientra nel piano comunale di protezione civile – spiega l’assessore alla Protezione civile per la Loggia Valter Muchetti -. Nei mesi scorsi sono stati formati 150 cittadini nella funzione di segnalatori qualificati per renderli preparati ad una corretta e funzionale comunicazione in situazioni di emergenza». E ieri mattina hanno messo in pratica le nozioni acquisite: dall’utilizzo delle radioline fino al saper valutare i danni della potenza distruttiva di un terremoto. «In questo modo anche cittadini comuni possono inviare feedback e riferire tempestivamente l’agibilità o meno di strade e di edifici a seguito di un sisma, evitando l’utilizzo di pattuglie laddove non ce ne sia bisogno per concentrarle, invece, nelle zone maggiormente colpite». Dal villaggio Prealpino-Stocchetta a Campo Marte, da viale Sant’Eufemia al centro storico: ogni punto della città è stato sorvegliato accuratamente inviando continui e chiari rapporti vocali al quartier generale posizionato nella sala del Centro Operativo Comunale (Coc) della Polizia Locale in via Donegani. «Un’iniziativa del Comune da lodare – commenta Antonio Di Pietro, radioamatore “i2qil” di stanza a Campo Marte -, insegna a gestire al meglio un’emergenza e ad assicurare un servizio informativo ineccepibile in tempo reale».

UNA FORMAZIONE indispensabile nonostante Brescia non sia classificata come provincia a grave rischio sismico ma è comunque la più critica tra le province lombarde con un’alta percentuale di edifici costruiti, senza seguire norme antisismiche, prima degli anni ‘70. «Probabilmente qui a Brescia non si registrerà mai un terribile terremoto ma in ogni caso spererei che ci fossero cittadini in grado di dare concretamente una mano per aiutare il prossimo. Ed io, nel mio piccolo, vorrei rendermi utile», afferma il segnalatore Elia Ferrara. Un pensiero che ieri ha unito tutti i volontari concorrendo alla quasi perfetta riuscita della simulazione tra qualche ritardo e incomprensione. «Hanno imparato ad affrontare una crisi, seppur simulata, con la mancanza di segnale. Ora sono in grado di trasmettere le necessarie informazioni nel più breve tempo possibile, così da dare alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire con precisione e nell’immediato», è il giudizio finale del presidente Ari Enrico Mazzucchi. Ma c’è chi, forse, si è immedesimato troppo nella parte ed ha dato il via ad una scena quasi apocalittica comunicando in principio un signore caduto con «probabile frattura della caviglia» e dopo pochi minuti «fuoriuscita di gas e fiamme alte 8 metri da un tombino». Tutto descritto nei minimi dettagli ma tralasciando un dettaglio fondamentale: nulla di quanto aveva riferito era vero. Ignari della vera situazione, dal comando generale sono, quindi, partite due telefonate «reali» per richiedere l’intervento di un’ambulanza e dei vigili del fuoco che, tempestivamente, sono arrivati sul luogo senza ovviamente trovare nulla, ma solo un uomo in pettorina fosforescente.

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