«Ricoverata al Civile in un magazzino»

Faldoni accatastati e carrozzine nella stanza trasformata in degenza
Barelle in deposito e cuscini accatastati nella stanza dei day hospital
Faldoni accatastati e carrozzine nella stanza trasformata in degenza Barelle in deposito e cuscini accatastati nella stanza dei day hospital
Irene Panighetti 23.09.2018

Ringrazia tutti i medici e gli infermieri dell’ospedale Civile per l’assistenza ricevuta («Mi stanno curando benissimo»), è un po’ delusa dal trattamento riservatole da alcuni Oss (gli operatori sociosaniari addetti ai trasferimenti e alle pulizie), ma soprattutto è indignata per la «location». E per denunciare quella che considera una sistemazione «indegna» si è rivolta a Bresciaoggi inviando in redazione un video e alcune fotografie che testimoniano una situazione logistica davvero difficile da accettare. «CON TUTTO il rispetto per Reggio Calabria, neppure laggiù, dove si dice ci sia una pessima sanità, ho mai visto una cosa del genere - sbotta una paziente del reparto di Urologia del Civile, che si qualifica con la redazione ma preferisce mantenere l’anonimato per evidenti ragioni di privacy -. Sono ricoverata da mercoledì sera, ma dopo le prime 48 ore ho scoperto che ogni venerdì sera il reparto femminile viene chiuso e tutte le degenti vengono trasferite al maschile. Passi per il disagio del trasloco e della promiscuità, ma sono stata parcheggiata in una sorta di magazzino, anziché in una stanza normale! Gli infermieri mi hanno detto che si tratta della stanza destinata ai day hospital, i ricoveri che iniziano e finiscono in giornata, ma anche se fosse così si tratterebbe comunque di una situazione inaccettabile in un ospedale che si vanta di essere fra i migliori d’Italia». La paziente racconta di essere stata «scarrozzata da un reparto all’al- tro» venerdì sera insieme ad altre pazienti, tutte allettate. Lei è finita insieme a una compagna di sventura nella camera di transito che definisce «uno sgabuzzino, con tanto di armadio delle lenzuola, medicine, faldoni pieni di documenti, barelle e carrozzine in deposito». Soprattutto, senza bagno: «Ho chiesto agli infermieri e mi hanno invitato a usare quello dei visitatori...», racconta sconsolata. «Non entravo in un ospedale da quando avevo partorito, 26 anni fa - ricorda -: certo, più di tutto contano le cure, per il resto ti adatti. Nessuno pretende la suite, ma questo è proprio uno scantinato. E pure molto sporco...». •