Remedello
non ci sta:
«Ora certezze»

Sospesi i funerali delle 2 vittimeA Remedello tutti si interrogano sulle cause dell’emergenza polmonite, sollecitano risposte e certezze
Sospesi i funerali delle 2 vittimeA Remedello tutti si interrogano sulle cause dell’emergenza polmonite, sollecitano risposte e certezze
Valerio Morabito 24.09.2018

Quasi un sesto delle persone colpite dalla polmonite batterica abita in un comune di 3.200 abitanti: un paese che piange anche due delle cinque morti legate all’epidemia.

REMEDELLO sembra candidarsi al ruolo di focolaio «X», quello che gli epidemiologici definiscono chiave nella ricerca dell’agente patogeno. Appunto, la ricerca che al momento non sembra aver trovato il bandolo della matassa. Un clima di incertezza che innalza la paura a Remedello. «Non sappiamo qual è il motivo che ha scatenato l'epidemia, qui sono tante le persone interessate», osserva il titolare della tabaccheria del centro di Remedello Sopra, Lorenzo Goldoni. Ferruccio Toselli, storico ecologista, si dice «indignato per tutte queste informazioni tappabuchi che ci vengono fornite e tolte a piacere, a giorni alterni. Prima le torri di raffreddamento la causa, ma poi non si sa. Il fiume Chiese sì, ma non si sa di preciso. Falde forse sì, ma vedremo le analisi. Già, ma quando? L'acquedotto è davvero sicuro». Il fatto è che in un clima nebuloso tutti si sentono in diritto di avanzare «strane teorie - osserva Giuseppe, davanti al sagrato della chiesa -. L’ultima corbelleria che abbiamo sentito? Gli untori sarebbero i volatili». Ieri mattina, di fronte al bar Agorà in centro a Remedello, non si parlava d’altro. I clienti del locale, che conoscono una delle vittime della polmonite killer, il 57enne Gianfranco Bignozzi, hanno sottolineato che «nel 2018 non si può morire in questo modo». Fino a qualche settimana fa «Gianfranco era qui con noi - hanno raccontato Paolo e gli altri amici -, ha dedicato la sua vita al lavoro e adesso è successo quello che tutti sanno». La situazione che si è venuta a creare - hanno proseguito i clienti del bar Agorà - «è preoccupante. La confusione delle istituzioni e le smentite, come quella sulla torre di raffreddamento della Cartiera di Montichiari, non contribuiscono a fare chiarezza. Confidiamo in seri controlli da parte delle autorità preposte, in particolar modo lungo il fiume Chiese e nei campi dove sono gettati i fanghi». A Remedello la situazione è surreale. Nonostante la notte bianca di sabato scorso sia trascorsa all'insegna della spensieratezza, sul portone del Comune è affisso il manifesto dell’Ats sulle norme da seguire nelle case e in tutto il paese sono comparsi i manifesti per la sospensione, su disposizione dell'autorità giudiziaria di Brescia, della data e dell’ora dei funerali per Gino Daldoss e Gianfranco Bignozzi. L'esame autoptico, in sostanza, dovrà fare luce se è stato il batterio della legionella a ucciderli. In questa situazione Ats prosegue nei campionamenti in diverse abitazioni, in particolare quelle delle persone ammalate.

L'ONOREVOLE del Movimento cinque stelle Alberto Zolezzi è intervenuto a Canneto sull'Oglio (Mn) sulla vicenda epidemia, evidenziando che «bisogna valutare i fenomeni nella loro complessità. Nessun vento porta lungo il Chiese, ma la legionella va lungo il Chiese. È necessario non avere paura nell’andare a fondo e prendere provvedimenti. Anche la falda può essere fertile per la legionella, sia che cresca già lì, sia che l’acqua venga pescata da una torre di raffreddamento. Quel che è accaduto è molto grave. Spero si facciano presto campionamenti di falda e si valuti se qualche salto, briglia o infrastruttura idroelettrica possa favorire l’aerodispersione della legionella e se altre torri non sono contaminate: può dipendere anche dalla qualità dell’acqua che vi entra e dal potere nutritivo per il batterio».

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