«Premio Bontà», un
applauso all’impegno
di Silvia Panada

Il ricavato del pranzo a base di spiedo  sarà devoluto in beneficenza L’infermiera ottantenne Silvia Panada ha ricevuto il «Premio Bontà» dalla Proloco di Mompiano
Il ricavato del pranzo a base di spiedo sarà devoluto in beneficenza L’infermiera ottantenne Silvia Panada ha ricevuto il «Premio Bontà» dalla Proloco di Mompiano
Marta Giansanti 11.02.2019

Una persona mite e umile, testimonianza vivente di bontà e altruismo, sempre vicino ai bisogni del prossimo. È il quadro completo per descrivere Silvia Panada, emozionata 80enne, che ieri ha ricevuto il «Premio Bontà 2019», l’annuale riconoscimento della Proloco di Mompiano in collaborazione un il nutrito parterre di associazioni attive nel quartiere e della parrocchia San Gaudenzio. Sesta edizione per la manifestazione dedicata «a chi vive una dimensione di bontà elevata, prendendosi cura delle fragilità e delle sofferenze altrui», come descrive il parroco don Alberto Maranesi. E la scelta di quest’anno è ricaduta proprio su «nonna» Silvia: una donna forte e coraggiosa, rimasta vedova molto giovane ma che non si è data per vinta e ha cresciuto da sola le sue tre figlie. Ma non solo. Ha dedicato la sua vita agli altri: nel lavoro, essendo stata un’infermiera, e nella quotidianità, dedicando il suo tempo a chi ne ha bisogno. «Aiuta tutti, come può, rimanendo nell’ombra ma sempre presente: ha una vera predisposizione per gli altri», ha sottolineato Marina Rossi, presidente della pro loco. E ieri non si è smentita: la targa di ringraziamento che le è stata consegnata l’ha dedicata proprio agli altri, in primis alla sua famiglia e alla sua amica Letizia. «Ricevere un premio così prestigioso in un ambiente che merita grandi riflessioni per me è un onore. Cosa avrò mai fatto per meritarlo? Poi dovranno spiegarmelo», ha scherzato commossa la simpatica ex infermiera. Ma la motivazione è facile da trovare nelle belle parole profuse da Marina Rossi e dal parroco: «Ha consacrato la sua vita agli altri, si è sempre resa disponibile alle necessità altrui ed ha garantito la sua presenza di aiuto e di vicinanza in ogni difficile e complessa situazione. Per noi è un grande sostegno e in un periodo storico in cui a brillare è solitamente l’immagine fa ben sperare che esistano ancora queste persone». LA PREMIAZIONE è avvenuta nella sala da pranzo della scuola Nikolajewka dopo un abbondante pasto solidale con oltre 250 «ospiti». Il ricavato del «banchetto», infatti, verrà devoluto in beneficenza: una parte andrà a sostenere le attività della scuola nata per volere degli alpini, l’altra parte verrà utilizzata per finanziare i lavori di restauro della cappellina di San Cristoforo posta all’interno della Chiesa di Sant’Antonino, di via Enrico Fermi. Un’opera che richiederà un investimento di circa 70 mila euro (40 mila sono già stati raccolti) comprendenti la risoluzione del problema dell’umidità interna alla cappella e la rinascita degli affreschi del 1388. •