Piante secche e
fogliame giallo. Anticipo
d’autunno nei parchi

Non è autunno, ma lo sembra: con un tappeto di foglie secche, ecco come si presenta  il Parco Castelli
Non è autunno, ma lo sembra: con un tappeto di foglie secche, ecco come si presenta il Parco Castelli
Manuel Venturi 10.08.2018

È piena estate, ma sembra autunno. Aggirandosi per i parchi della città, lo scenario che si presenta agli occhi dei frequentatori degli spazi verdi ha del paradossale: accanto ai prati verdi e alla calura che non si attenua da settimane, sotto alcuni alberi si è depositata una distesa di foglie gialle e secche, come se già si stessero preparando all’imminente inverno. Colpa soprattutto del caldo, che ha «stressato» gli alberi e innescato una reazione di difesa, con le piante che hanno sacrificato parte delle loro foglie per sopravvivere alla scarsità di acqua. A questo, si aggiungono l’inquinamento atmosferico, la concentrazione di ozono e le caratteristiche tipiche dei parchi cittadini, il cui terreno è diverso rispetto a quello delle montagne e dei prati agricoli. L’insieme di questi fattori ha dipinto di giallo alcuni parchi cittadini. In via Parenzo, a Chiesanuova, le foglie secche si sono depositate sotto le grandi fronde degli alberi ad alto fusto che vivono nello spazio verde. Lo stesso è accaduto al Parco Castelli, a Mompiano: anche qui l’autunno si è già presentato con la tipica colorazione gialla delle foglie sugli alberi e a terra, creando un tappeto dalle tinte gialle e arancio più facile da vedere ad ottobre che non ad agosto. L’ANTICIPO di autunno non vale per tutti gli alberi, ma soprattutto per quelli a foglia larga, che coprono una maggiore superficie e per questo sono maggiormente «sacrificabili» da parte della pianta. «È una situazione normale: le piante soffrono il caldo e la scarsità di piogge di queste settimane e il fusto si libera dalle foglie per ovviare alla riduzione di umidità - spiega Daria Rossi, responsabile del settore Protezione Ambientale e Protezione Civile del Comune di Brescia -. L’irrigazione dei parchi funziona bene, anche se in questo periodo è ridotta: l’acqua è un bene prezioso, soprattutto quando manca e se si chiudono le fontane, è giusto ridurre anche il consumo di acqua per l’irrigazione dei parchi pubblici». Il Comune sta pensando anche di ridurre al minimo, o escludere, il prelevamento dall’acquedotto dell’acqua necessaria alle irrigazioni dei parchi: «Al Castelli, l’acqua proviene per metà dall’acquedotto e metà dai pozzi – continua Rossi -. Stiamo pensando di attingere l’acqua dai pozzi, ma questa deve avere delle caratteristiche specifiche». Giorgio Botti, segretario dell’Associazione florovivaisti bresciani, conferma la normalità dell’«autunno anticipato»: «Sarebbe più normale per le piante più piccole, perché anche se innaffiate a dovere soffrono la mancanza di radici secondarie che si assorbono l’acqua. Ma può succedere anche per gli alberi più grandi: la riduzione del fogliame è il primo meccanismo di difesa contro siccità e temperature troppo alte». IL PROBLEMA potrebbe derivare anche da una manutenzione sbagliata, ma non sembra questo il caso: «Se così fosse, il deperimento sarebbe molto più veloce – spiega Botti -. Inoltre, se una pianta ha subito un danno alla corteccia, magari con un decespugliatore, il defogliamento sarebbe più marcato dalla parte della ferita e non in tutta la chioma». Anche gli alti valori di ozono nell’aria bresciana possono essere considerati una causa dell’anticipo di autunno nei parchi: ozono e ossidanti fotochimici riducono la crescita e, ad elevate concentrazioni, clorosi e necrosi delle foglie. «Non è solo colpa dell’ozono, ma l’inquinamento acuisce lo stress delle piante, che in città soffrono più rispetto che in collina - conferma Botti -. La situazione è simile in alcuni parchi della città così come in provincia. Senza dimenticare che il terreno dei parchi è costipato e questo rallenta l’assorbimento dell’acqua». E ora si spera nella pioggia, dopo il primo termporale di ieri: «Ma deve piovere seriamente cambiando il clima - avverte Botti - o per foglie e piante si rischiano danni maggiori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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