Perde la vita a soli
28 anni dopo un
volo di 200 metri

Immediati ma inutili i soccorsi:  per il giovane scalatore precipitato non c’è stato niente da fare
Immediati ma inutili i soccorsi: per il giovane scalatore precipitato non c’è stato niente da fare
Lino Febbrari 04.12.2018

Un volo di quasi duecento metri. Una caduta che non ha lasciato scampo a una giovane aspirante guida alpina, che ha perso la vita poco prima di mezzogiorno precipitando da una parete rocciosa nella zona del Tonale mentre era impegnata in una scalata in solitaria. LA VITTIMA si chiama Francesco Cancarini, 28 anni, originario della città, ma residente a Gardone Valtrompia dove si era trasferito per coltivare la sua passione per la montagna. Di buon mattino era salito a passo Paradiso per affrontare da solo la via Mafia Bianca, nella zona dei Monticelli: una serie di creste alte tra i 2200 e i 2600 metri che separano le province di Brescia e Trento; un obbiettivo ambito dai rocciatori. Due arrampicatori trentini, che procedevano in cordata lungo un canalone a poca distanza, hanno raccontato di aver visto il ragazzo tentare disperatamente di affondare le picche nella neve per fermare la caduta che si era innescata una decina di metri più in alto. Inutilmente. «È volato sulle nostre teste e l’abbiamo intravisto poi finire in una buca parecchie decine di metri più in basso», sono riusciti a raccontare i due alpinisti trentini, visibilmente scossi, prima di essere ascoltati dagli inquirenti. La loro testimonianza ha consentito di fare chiarezza sulla dinamica della tragedia. L’INARRESTABILE e pauroso volo ha fatto piombare Francesco sul bordo della pista Paradiso, nella neve che ancora non ha completamente ricoperto le rocce. I soccorsi sono stati allertati dai due testimoni oculari e da alcuni scialpinisti impegnati a risalire il muro della pista nera (il tracciato aprirà alle discese probabilmente nella giornata di sabato prossimo), che da lontano avevano assistito alle fasi finali del dramma. L’eliambulanza di Brescia è arrivata nel giro di una ventina di minuti: purtroppo il medico e l’infermiere calati dall’alto con il verricello non hanno potuto far altro che costatare il decesso di Francesco Cancarini. Le ferite e i traumi riportati rotolando più volte tra massi e ghiaccio non gli hanno lasciato scampo. Il decesso stando ai primi accertamenti sarebbe stato istantaneo. LA SALMA è stata quindi recuperata e trasportata in volo all’hangar della Elimast, a pochi metri di distanza dalla base logistica addestrativa degli alpini «Tonolini», da dove poco dopo un’ambulanza militare l’ha portata al centro traumatologico del Tonale, sul versante trentino del valico. Una volta ottenuto il nulla osta dal magistrato di turno, a bordo di un furgone delle onoranze Funebri Ferrari di Ponte di Legno, il feretro ha raggiunto la camera mortuaria dell’ospedale di Edolo. Al termine degli accertamenti medico-legali arriverà il nullaosta alla sepoltura atteso già nelle prossime ore. A quel punto sarà possibile fissare i funerali di Francesco Cancarini. Le indagini sono state affidate alla Polizia di Stato che d’inverno opera sulle piste del demanio sciabile; sul posto sono arrivati anche i militari del Sagf della Brigata di Edolo e delle Truppe alpine, i carabinieri e i tecnici del soccorso alpino di Ponte di Legno. Il 2018 si conferma un anno «nero» sulle montagne della Valcamonica. Le ultime tragedie prima di quella accaduta ieri sono avvenute a distanza di tre giorni a fine agosto. A Ponte di Legno una scarica di massi aveva ucciso Giuseppe Magistri, affermato musicista di Pisogne, mentre 72 ore dopo era stato uno scivolone fatale a costare la vita a Bruno Belleri, 75enne di Sarezzo che con alcuni compagni di escursione stava percorrendo l’alta via dell’Adamello (il sentiero numero 1) in territorio di Ceto, nei pressi del rifugio Maria e Franco. •