«Pd, il rilancio deve partire dai sindaci»

Peretti, Del Bono, Gori e Avanzini prima di salire sul palco per parlare di territorio e politicaPubblico delle grandi occasioni alla festa del PD organizzata a Padenghe sul Garda dalle sezioni territoriali   del Partito Democratico
Peretti, Del Bono, Gori e Avanzini prima di salire sul palco per parlare di territorio e politicaPubblico delle grandi occasioni alla festa del PD organizzata a Padenghe sul Garda dalle sezioni territoriali del Partito Democratico
Maria Lisa Piaterra 08.09.2018

Sindaci a confronto ieri sera sul Garda. Emilio Del Bono e Giorgio Gori, rispettivamente primo cittadino di Brescia e Bergamo, sono stati i protagonisti del dibattito organizzato nell’ambito della «Garda Fest», la festa del Partito Democratico promossa dai circoli gardesani uniti. Il parco Vaso Rì di Padenghe ha ospitato anche Giovanni Peretti primo cittadino di Castelnuovo, oltre alla padrona di casa, il sindaco di Padenghe Patrizia Avanzini. Il dibattito, intitolato «Il Garda: un’area omogenea o tante realtà distinte?» ha permesso di accendere i riflettori sulla realtà del territorio, ma non solo. Partendo dalla necessità di fare rete a livello territoriale per superare le problematiche più pressanti, tra cui quella legata alla necessità del nuovo collettore, si è giunti ad affrontare il tema del rilancio del Partito Democratico proprio a partire dalle realtà locali. «Bisogna ripartire dai noi sindaci – ha spiegato Gori – se prima era necessario stare vicino ai cittadini, ora lo è all’ennesima potenza. Non ci possiamo presentare solo come quelli favorevoli all’apertura e alla globalizzazione, altrimenti non avremo futuro. È necessario associare alla parola apertura la parola radicamento. Questo non lo possono fare i nostri colleghi parlamentari, impegnati su altri fronti, ma è connaturato al nostro ruolo di sindaci». Per il primo cittadino di Bergamo è necessario essere allo stesso tempo «globali, ma fortemente locali dando ai cittadini la possibilità di misurare l’operato di chi amministra». Contro alla politica delle grandi promesse l’antidoto di Gori è quello di ricominciare dal basso, «dalle realtà locali», dove non ci si può permettere di fare promesse e poi non mantenerle. «SPERO CHE questa politica della concretezza – ha aggiunto – possa diventare una specie di vaccino rispetto a questo virus che si è diffuso e sembra essere diventato così popolare». Ricominciare da capo, dunque, sfruttando quelle aree di azione lasciate libere dalla coalizione di governo. «La Lega ha fatto una svolta non solo populista ma centralista – ha incalzato Del Bono – facendo questa mossa ci dà una possibilità di costruire un’alternativa di governo partendo dai territori. Salvini a noi sindaci ha dato zero segnali sui problemi concreti. Questo è l’unico governo che è nato senza una riga scritta dedicata ai Comuni e ai territori. Le chiavi per tornare ad essere efficaci le abbiamo tutte se torniamo a parlare dei contenuti partendo dalla quotidianità. Dobbiamo metterci in cammino per invertire le modalità con cui ci siamo proposti al paese – ha aggiunto – ritengo che non tutto sia perduto, bisogna abbandonare l’atteggiamento di ineluttabilità assunto da molti e iniziare a costruire la speranza di un’alternativa in attesa che nel paese prevalgano ragioni pratiche ed economiche che consentiranno di svegliarci da quest’incubo». Tra i temi trattati anche quello relativo alla necessità di un nuovo sistema di comunicazione per il Pd in una realtà dove i social media hanno ormai preso il sopravvento provocando non pochi danni. Dopo la serata di ieri, «Garda Fest» prosegue oggi a partire dalle 10,30 con una giornata dedicata in particolare ai Giovani Dem. Domani appuntamento alle 17 con l’ex ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan; con lui il deputato Alfredo Bazoli, Patrizia Avanzini, sindaco di Padenghe, e il caporedattore di Bresciaoggi Marco Bencivenga. • © RIPRODUZIONE RISERVATA