Padoan sprona il Pd
e rilancia: «Si difenda
il senso dello Stato»

Il pubblico che ha seguito il dibattito organizzato alla festa del PdAlfredo Bazoli, Pier Carlo Padoan, Marco Bencivenga e Patrizia Avanzini sul palco FOTOLIVE/Fabrizio CattinaL’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan
Il pubblico che ha seguito il dibattito organizzato alla festa del PdAlfredo Bazoli, Pier Carlo Padoan, Marco Bencivenga e Patrizia Avanzini sul palco FOTOLIVE/Fabrizio CattinaL’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan
Maria Lisa Piaterra 10.09.2018

«La manipolazione della percezione è stato uno degli strumenti vincenti della campagna elettorale che ha portato al governo Lega e Movimento 5 Stelle». Ne è convinto, l’onorevole Pier Carlo Padoan, ex ministro dell’Economia e delle Finanze intervenuto ieri pomeriggio a Padenghe insieme al deputato Alfredo Bazoli e al sindaco della cittadina, Patrizia Avanzini, in occasione della terza giornata della «Garda Fest» promossa dai circoli del Partito Democratico gardesani. Un’occasione per riflettere sul motivo che ha portato alla sconfitta del partito alle elezioni dello scorso marzo e nello stesso tempo per capire quali prospettive economiche attendono il Paese nel prossimo futuro. Intervistato dal caporedattore di Bresciaoggi, Marco Bencivenga, l’economista ha fatto il punto della situazione esternando la sua preoccupazione circa «l’incompetenza, l’arroganza e la pericolosità dell’esecutivo giallo verde». «Il loro comportamento può fare molto male al paese – ha spiegato – in questi mesi hanno fatto pochissimo, ma quel poco è frutto dell’incompetenza e dell’arroganza delle loro azioni». Qualche esempio? Il Decreto Dignità, che secondo l’ex ministro «rivela il disastro della legislatura che abbiamo di fronte, avrebbe dovuto dare incentivi all’occupazione e nel migliore dei casi la distruggerà». Il Decreto Milleproroghe con due misure in particolare sotto i riflettori: vaccini e fondi alle periferie tolti nel momento in cui erano già stati assegnati. Sollecitato dalle domande di Bencivenga, l’ex ministro ha affrontato numerose altre tematiche, tra cui quella relativa alle pensioni. «LA LEGGE Fornero – ha spiegato – è una legge che ha riformato profondamente le pensioni in un contesto di crisi gravissima in cui il paese era sull’orlo della bancarotta. È una misura che ha messo in sicurezza il sistema pensionistico, ovvero lo ha reso sostenibile nel lungo periodo. Come ogni legge si può migliorare e il governo precedente lo ha fatto in termini di uscita anticipata, flessibilità e protezione dei cosiddetti lavori usuranti. Ovviamente si può fare di più, ma nei limiti della sostenibilità. Abolire la Fornero – ha rimarcato – è un esempio dell’ulteriore pressapochismo, dell’incompetenza e dell’arroganza di questo esecutivo». Nel corso del dibattito si è parlato anche di reddito di cittadinanza, Flat Tax e la già citata riforma della legge Fornero. «Quando furono annunciati – ha sottolineato - fu fatto il conto di quanto sarebbero costate queste riforme e si è visto che ci sarebbero voluti almeno 30 miliardi, cifra chiaramente incompatibile con il bilancio pubblico di oggi. Su questi temi si è passati dai grandi proclami alla teoria del gradualismo. Dunque emerge un aspetto importante: non è per caso che le misure che il governo giallo verde introdurrà sono già nel bilancio pubblico e si chiamano in modo un po’ diverso, ma hanno fondi già stanziati?». Sulla possibilità di un taglio alle tasse l’economista è apparso scettico. «Le tasse possono essere diminuite – ha spiegato - laddove il taglio è finanziato da coperture permanenti altrimenti il rischio è di avere a breve un aumento successivo». Padoan ha rimarcato la necessità per il Pd di rivestire un ruolo di opposizione costruttiva, «rinunciando alla provocazione, all’arroganza e mettendo in primo piano il senso dello Stato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA