Città «Norme da cambiare creano irregolarità»Città | Città

«Norme da cambiare creano irregolarità»

Alcini profughi ospiti a Brescia
Alcini profughi ospiti a Brescia
IR.PA. 09.11.2018

Preoccupazione: questo il sentimento principale espresso dalle Acli bresciane (in condivisione con quelle nazionali) nonché da molti sindaci di comuni del nostro territorio titolari di progetti Sprar riuniti nel Coordinamento provinciale bresciano dei progetti Sprar. Tutti molto allarmati per le conseguenze che avrà il decreto sicurezza che, si legge nel comunicato stampa delle Acli, «rischia di rafforzare l’irregolarità, con alcune norme contenute nel decreto. Il permesso di soggiorno concesso solo per casi speciali in particolare rischia di trasformare molte persone titolari di permessi di soggiorno in irregolari, esponendoli al rischio di marginalità e criminalità. Per questo le Acli chiedono che vengano rafforzati i percorsi di integrazione”. CONCETTI ripresi dal coordinamento provinciale, che ha indirizzato una missiva alle più alte autorità nazionali per trasmettere «le considerazioni di chi opera concretamente, nella nostra provincia, nei servizi pubblici di tutela, accoglienza e integrazione dei richiedenti e titolari di protezione internazionale. Le disposizioni contenute nel decreto, attraverso la limitazione del diritto di asilo, la sostanziale cancellazione della protezione umanitaria e il pesante indebolimento del sistema pubblico di seconda accoglienza Sprar, compromettono, contemporaneamente, la protezione giuridica dei migranti e gli strumenti sociali costruiti sino ad oggi per realizzare l’integrazione culturale e lavorativa dei migranti». Gli scriventi auspicano dunque «la modifica del disegno di legge di trasformazione del decreto». Il comunicato delle Acli aggiunge: «il sospetto è che uno degli scopi di questo decreto sia proprio quello di creare insicurezza, avendo così il pretesto di adottare provvedimenti ancora più restrittivi. Conseguenze negative ci saranno anche sull’occupazione giovanile, visto che solo nel Bresciano circa 200-250 di giovani sono impiegati nei vari progetti». © RIPRODUZIONE RISERVATA