«Non ci sono
elementi per
parlare di razzismo»

Una fase della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura FOTOLIVELe quattro auto incendiate nella notte tra domenica e lunedì al campo sinti di via Orzinuovi FOTOLIVE
Una fase della riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura FOTOLIVELe quattro auto incendiate nella notte tra domenica e lunedì al campo sinti di via Orzinuovi FOTOLIVE (BATCH)
Mario Pari 14.02.2018

Non ci sono elementi per pensare a un gesto razzista o per ipotizzare collegamenti con i fatti nazionali dei giorni scorsi. Anche se, al momento, le indagini non escludono alcuna pista sia per l’incendio doloso di quattro auto al campo sinti di via Orzinuovi sia per le bombe carta lanciate contro le casette di via Gatti. Se ne è parlato ieri in prefettura nel corso della riunione del Comitato provinciale dell’or- dine e della sicurezza pubblica. Una riunione convocata due giorni fa, dopo che in prefettura le forze dell’ordine si erano già incontrate. IL PREFETTO di Brescia Annunziato Vardè ha spiegato che sin da lunedì mattina era stato deciso un potenziamento dei controlli nella zona del campo Sinti, ma anche delle casette un tempo utilizzate dagli operai che hanno costruito la metropolitana e, da allora, «occupate». «Non ci sono elementi per ipotizzare collegamenti tra quanto accaduto in via Gatti e in via Orzinuovi», è stato detto al termine della riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle forze dell’ordine e della Polizia Locale, ma anche del Comune, della Provincia e della comunità sinti. «CI AFFIDIAMO alle capacità investigative delle forze dell’ordine - ha dichiarato al termine dell’incontro il sindaco Emilio Del Bono - . In città, in ogni caso non c’è un clima esasperato, ma abbastanza sereno». E anche il rappresentante della comunità sinti ha sottolineato durante la riunione che in questo momento non ci sono elementi per parlare di un gesto razzista. Le indagini in ogni caso stanno procedendo, com’era emerso anche lunedì, grazie anche alle telecamere. In alcune immagini prelevate dai carabinieri si vede un’ombra aggirarsi tra le auto. Ci sono poi quei furgoni su cui sarebbe stato collocato del liquido infiammabile, senza però arrivare a provocare i danni subiti dalle quattro vetture che sono andate distrutte. Il colonnello Luciano Magrini, comandante provinciale dei carabinieri, ha spiegato ieri che quella di via Orzinuovi è una situazione completamente diversa da quella di Cazzago, dove nei giorni scorsi nel campo nomadi un 40enne è stato ferito a una gamba da due colpi di pistola. Differenza anche solo per il fatto che in un caso si tratta di sinti e nell’altro di rom. È stato inoltre ribadito che in via Orzinuovi sono stati i carabinieri di pattuglia a intervenire per primi dopo aver visto il fumo. Quanto alle indagini, di cui si sta occupando la Digos, sulle due bombe carta lanciate contro le casette il questore Vincenzo Ciarambino ha spiegato che la polizia sta lavorando per cercare immagini di sistemi di videosorveglianza nella zona. In entrambi i casi l’attività investigativa sta proseguendo a pieno ritmo. «Le indagini - ha ribadito il Prefetto al termine della riunione - sono state avviate e sono in corso attivissime e quindi occorre raccogliere degli elementi. Si stanno cercando perché è importante dare al più presto una chiave di lettura al gravissimo episodio che occorre fermamente condannare. Ma per individuare una matrice occorre avere la pazienza di raccogliere elementi concreti che possano condurre al movente. Questo episodio s’inserisce in un contesto, quello della città di Brescia, che non aveva registrato altre situazioni di criticità o esasperazione, e questo è stato confermato anche dall’es- ponente dei sinti. L’episodio va inquadrato in un contesto che non registra situazioni di esasperazioni o di contrasto o, peggio ancora, di razzismo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA