Città Nel «Reticolo» dei carabinieri droga e armi: dieci arrestatiCittà | Città

Nel «Reticolo» dei
carabinieri droga e
armi: dieci arrestati

La conferenza stampa in cui, in procura, sono stati resi noti i risultati dell’operazione «Reticolo» FOTOLIVE
La conferenza stampa in cui, in procura, sono stati resi noti i risultati dell’operazione «Reticolo» FOTOLIVE
Mario Pari 08.11.2018

Droga e armi. La prima ha portato all’esecuzione di 22 decreti d’arresto ritardato nei confronti di sette persone (il numero dei decreti è superiore a quello delle persone perchè si riferisce alle cessioni di stupefacenti contestate) ad ognuno degli arrestati. Poi, le armi. In questo caso nei guai è finita una famiglia già nota alle cronache. Si tratta del presidente del Darfo Gezim Sallaku e di tre suoi fratelli: Isuf, Gazmir e Taulant. Abitano a Sale Marasino e nella perquisizione della loro villa sono state trovate tre pistole. Erano in uno spazio comune dell’abitazione, un’intercapedine nei pressi del garage e una aveva il colpo in canna.

AGLI ARRESTI, in flagranza e ritardati, di quella che è stata chiamata operazione «Reticolo» si è arrivati dopo indagini iniziate nove mesi fa in cui sono state impegnate le compagnie dei carabinieri di Breno e Clusone che risultati importanti hanno raggiunto da tempo. Bisogna infatti tenere presente che sono stati trenta gli arresti in flagranza. Quelli ritardati si sono resi necessari - secondo quanto ha spiegato il Pm Paolo Savio, della Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Brescia, intervenuto con il procuratore aggiunto, attualmente reggente della procura di Brescia, Carlo Nocerino - per poter procedere con le indagini senza che gli indagati se ne accorgessero. Nelle scorse settimane si è proceduto al sequestro di 60 chili di marijuana, 51,2 chili di hashish, 12,5 chili di eroina, 2 chili di cocaina, 337 grammi di oppio, 14 fiale di morfina, 200 milligrammi di MDMA. È inoltre stata scoperta una raffineria di eroina, nella Bergamasca in cui veniva prodotta droga destinata, con ogni probabilità anche alla provincia di Brescia. In manette sono finiti, tra gli altri un 71enne che, mentre di mattina si dedicava alla droga, nel pomeriggio dava il proprio apporto come volontario nel trasporto dei dializzati. In manette anche un ex ergastolano. Le indagini si sono comunque estese anche alla provincia di Parma dov’è stato arrestato un cittadino albanese risultato un fornitore di cocaina. Tra armi e droga gli arresti sono quindi dieci in tutto.

IN AZIONE, DUE GIORNI FA, sono entrati circa cento carabinieri. Dopo gli arresti si è proceduto alle perquisizioni, in particolare nell’abitazione della famiglia Sallaku a Sale Marasino. Questo perchè Saimir Sallaku, già in carcere, è considerato tra le figure al vertice dell’organizzazione criminale, insieme al fratello Taulant. Ieri si sono tenuti gli interrogatori di convalida degli arresti e a quanto si è appreso gli indagati hanno risposto alle domande del giudice. Alla conferenza stampa per illustrare l’operazione sono intervenuti anche il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Luciano Magrini, il colonnello Oreste Gargano, il maggiore Diego Lasagni, comandante della compagnia di Clusone e il capitano Filiberto Rosano, comandante della compagnia di Breno. Ovviamente si tratta di indagini che, pur avendo portato a risultati importanti, non sono concluse. Solo per quanto riguarda le armi, per esempio, il prossimo passaggio è rappresentato dall’invio ai carabinieri del Ris. Verranno sottoposte a accertamenti balistici e tecnici con l’obiettivo di verificare l’eventuale utilizzo in altri reati.

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