Nel paese
«blindato» sperano
in un lieto fine

Per tutto il giorno la stazione dei Carabinieri  è stata «animata»
Per tutto il giorno la stazione dei Carabinieri è stata «animata»
Alessandro Gatta 17.01.2019

Che in paese fosse successo qualcosa lo si è cominciato a sospettare già ieri mattina, tra l’altro giorno di mercato: qualcosa di strano, di anomalo. Ed è proprio in mezzo alle bancarelle che le prime voci sommesse hanno cominciato a circolare, le prime avvisaglie dei movimenti insoliti delle forze dell’ordine. «Li abbiamo visti arrivare verso piazza Aldo Moro, e poi salire verso via Schiave», raccontano le signore tra borsine e banchetti. I carabinieri stavano già cercando il fuggitivo e il suo ostaggio: prima verso la Busela, poi anche a Soprazocco. «Mai visti più di una volta nello stesso giorno», dicono preoccupati i residenti della frazione dove tutti si conoscono, e dove è impossibile che un segreto rimanga tale a lungo. Si cominciava a capire che poteva essere successo qualcosa di brutto, e forse davvero a Soprazocco: un pensiero che ha tenuto banco dalle sale dell’oratorio ai tavolini dei bar almeno fino alle smentite della sera, rimbalzate rapidamente tra chat e telefonate. Impossibile poi non accorgersi dei venti e più militari (c’è chi li avrebbe addirittura contati) che si sono ammassati nel primo pomeriggio fuori dalla caserma di via Dalla Chiesa, di fianco al pronto soccorso. E delle gazzelle in movimento continuo, su e giù per tutto Gavardo, dei posti di blocco visti un po’ da tutte le parti, alle Fornaci, in via Emblegna solo per citarne alcuni. Il paese è piccolo, e la gente non può che mormorare: in tanti prima del buio ancora s’interrogavano sulla vicenda, altri tra paure e sospetti si erano già fatti una propria idea.

MAGARI SBAGLIATA, ma comunque un’idea: in cerca di risposte che fino a tardi non sono mai arrivate. Intanto le ricerche proseguivano serrate, spostandosi verso Sopraponte, sulle colline tra Vallio Terme e Villanuova. Il tempo scorre inesorabile: «Hanno trovato la macchina», è il mantra che si sente ripetere quando ormai è ora di cena, e quando nei bar ancora aperti risuona l’eco del gol di Cristiano Ronaldo. Prove tecniche di ruotine quotidiana, ieri inevitabilmente spezzata: su Facebook in serata sulle pagine gavardesi non si parla d’altro, se non del rapimento, del sequestro di persona, del povero operaio in balia di uno sfortunato destino. Le indagini proseguono, ma il paese ha già deciso: il motivo è passionale.

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