Manuela, riprese in casa e sms anomali al setaccio

Mario Pari 11.08.2018

Il materiale, pare di capire, è piuttosto ampio e per controllarlo servirà del tempo. Ma tra quanto prelevato dai carabinieri nell’abitazione di via fratelli Barcella a Nave, c’è anche quanto ripreso da quelle telecamere in funzione 24 ore su 24. NELLA CASA in cui abita Manuela Bailo con l’ex fidanzato Matteo Sandri, i carabinieri sono entrati nel pomeriggio di giovedì. Lo stesso giorno in procura Matteo Sandri è stato sentito per due ore. Un interrogatorio come persona informata sui fatti durante il quale l’ex fidanzato ha risposto alle domande degli inquirenti. Nelle indagini, però, a tutto ciò andrà aggiunto quanto emergerà dal materiale prelevato nell’abitazione di Matteo Sandri e Manuela Bailo. Tra quanto acquisito ci sarebbero le riprese delle telecamere del sistema di videosorveglianza dell’abitazione. E ovviamente le immagini e le risposte dell’ex fidanzato vanno ad aggiungersi agli accertamenti sui telefoni. Da quelli sulle celle è emerso che il telefono, quando sono partiti i messaggi, nei giorni che vanno dal 28 al 30 luglio, era a Brescia. Da parte della famiglia è stato spiegato, sin dai giorni successivi alla scomparsa, che quei messaggi non sarebbero stati scritti da Manuela. Se così fosse, però, un dato sembra essere certo. Chi ha scritto, conosce bene la 35enne e la sua vita privata e professionale. C’è per esempio un messaggio inviato al responsabile professionale in cui Manuela Bailo dice d’aver la bronchite e di tornare al lavoro il venerdì successivo. Ma, quando poi il responsabile chiede chiarimenti su una pratica, qualcosa su cui servono quindi le competenze specifiche di Manuela, non riceve risposta. Ci sarebbe poi uno stile, un modo di scrivere questi messaggi, che almeno per quanto riguarda gli ultimi, non sarebbe riconducibile a quello abituale di Manuela. Parecchie anomalie quindi che contribuiscono a gettare inquietudine sulla vicenda. Anomalie in cui non si può non inserire anche la borsa in cui Manuela ha messo alcuni vestiti prima di lasciare la casa di Nave. Si tratterebbe di vestiti destinati a bastare per qualche giorno, quindi compatibili con l’annunciato fine settimana al lago. Ma le telecamere dicono che in quel fine settimana il telefono e l’auto di Manuela erano in città. Così se non tutto, certamente parecchio, da parte degli investigatori e del pm Francesco Carlo Milanesi, titolare del fascicolo, continua a basarsi sull’intreccio della mole, sempre più grande, di dati raccolti. Ogni dettaglio può rivelarsi utile per ricostruire non solo i giorni successivi alla scomparsa, ma anche quelli antecedenti. E da questo punto di vista le telecamere «domestiche» potrebbero rivelarsi molto importanti. Si tratta infatti di scavare senza trascurare alcun dettaglio. Il dato certo rimane purtroppo quello delle due settimane trascorse da quando, di Manuela, si sono avuti segnali solo attraverso i messaggi telefonici. Sin dalle prime fasi delle indagini per scomparsa si è capito che si sarebbe dovuto cogliere quanto più possibile da quei messaggi. E così si sta continuando a fare. Ieri nel frattempo è stato diffuso il fotogramma di una delle riprese in cui a Brescia è inquadrata l’Opel Corsa grigia targata EF460GZ di Manuela. Un ulteriore tentativo di ridurre la complessità di una vicenda che rimane sempre aperta come scomparsa di persona dal momento che non ci sono elementi per pensare ad altro. Ma che, con il passare delle ore, inevitabilmente, costringe ad approcci sempre meno sereni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA