Manuela, le
prime «risposte»
dal cellulare

Manuela Bailo, 35 anni, è scomparsa da casa il 28 luglio scorso, da allora solo qualche sms
Manuela Bailo, 35 anni, è scomparsa da casa il 28 luglio scorso, da allora solo qualche sms
Mario Pari 08.08.2018

Con i telefoni da ieri si gioca a carte un po’ più scoperte, in un senso che nulla a che fare con il divertimento. Sono arrivati i primi risultati degli accertamenti sulle celle telefoniche svolti dagli investigatori e, anche se sugli esiti di questi controlli viene mantenuto il più stretto riserbo, è chiaro che saranno di grande aiuto nelle indagini sulla scomparsa di Manuela Bailo, la 35enne che manca da casa da sabato 28 luglio. Probabilmente il caso è arrivato al punto di svolta. MANUELA abita con il fidanzato, a Nave, e di lei, nei primi tre giorni di scomparsa si hanno solamente messaggi inviati con il cellulare. Questo significa che in quei tre giorni il cellulare è stato acceso e che quindi è rintracciabile la posizione in cui si trovava. Un aspetto che non può essere sganciato da un altro, altrettanto importante: quei messaggi finora non hanno trovato riscontri. Negli sms si fa riferimento a visite mediche mai avvenute, non vi sono risposte a domande di carattere professionale, si parla di un’amica che non risulta essere mai stata contattata. Insomma, sono presenti parecchie anomalie. E ne stanno parlando anche gli investigatori. Nell’inchiesta sono impegnati i carabinieri della compagnia di Gardone Valtrompia, Nave e Brescia. Carabinieri inevitabilmente impegnati a scavare nella vita privata della giovane per cercare elementi che possano aiutare almeno a ridurre la complessità della vicenda. È altrettanto evidente che non si procede solo attraverso accertamenti tecnici, ma anche attraverso l’acquisizione di informazioni da tutti coloro che sono vicini a Manuela. Perché ogni dettaglio può rivelarsi importante per risolvere un giallo che soprattutto per i familiari sta diventando sempre più pesante. Al punto che proprio ieri la famiglia di Manuela Bailo ha invitato i mass media a non diffondere «notizie riservate» che potrebbero compromettere le indagini degli investigatori. «Gli inquirenti, cui i famigliari intendono far pervenire un vivo ringraziamento, hanno al vaglio tutte le ipotesi del caso - è riportato nel comunicato diffuso dalla famiglia -. In questa fase, pertanto, non appare opportuno si diffondano notizie riservate che potrebbero potenzialmente compromettere l’esito delle indagini ovvero ostacolare il lavoro della magistratura». Ma nell’intera vicenda il riserbo è sempre più stretto anche da parte degli investigatori e questo appare imprescindibile alla luce della delicatezza delle indagini. IN QUESTE ORE, peraltro, i carabinieri stanno anche vagliando le segnalazioni di avvistamenti arrivate da più parti, finora senza riscontro. Nulla può essere tralasciato in una fase tanto complessa quanto delicata del caso. Nel frattempo, però, le prime risposte fornite dagli esperti nell’analisi della tecnologia dei cellulari potrebbero consentire all’inchiesta di imboccare la pista che può portare a risolvere il giallo più intricato dell’estate, insieme alla sparizione di Souad Alloumi, la 29enne scomparsa nella notte tra il 3 e il 4 giugno dalla sua casa di via Milano, in città, e mai più ritrovata, e all’altrettanto inspiegabile scomparsa di Yushra Gazi, la 12enne autistica del Bangladesh «evaporata» il 19 luglio sui monti di Serle. •