Manuela, gli
«sms» sono un
giallo nel giallo

Manuela Bailo manca da sabato scorso, da allora solo qualche sms
Manuela Bailo manca da sabato scorso, da allora solo qualche sms
Mario Pari 06.08.2018

Aggrappati al telefono. Non solo con la speranza che squilli con la notizia che pone fine a un incubo. Il telefono, per i familiari di Manuela Bailo, la ragazza scomparsa il 28 luglio scorso, significa anche altro. Significa tutto l’aiuto che, agli inquirenti e agli investigatori, può derivare dagli accertamenti sull’utenza telefonica e sull’apparecchio della 35enne che abita a Nave, insieme all’ex fidanzato. Ma quegli «sms» sembrano suscitare sempre più perplessità tra chi ha a cuore il ritorno a casa di Manuela. Al punto da sostenere che non li avrebbe inviati lei. IN QUESTI CASI parlare di cellulare significa innanzitutto fare riferimento alle celle telefoniche. Grazie ad esse è possibile capire in quale zona si trova il portatile nel momento in cui è acceso. E se dal telefonino sono partiti i messaggi diretti a più persone significa, evidentemente, che l’apparecchio era acceso. Quindi è possibile risalire alla zona in cui si trovava in quel momento. Messaggi, dal telefono, sono partiti sabato, domenica e lunedì scorsi. E ne ha anche ricevuti. Come quello del datore di lavoro, per chiedere chiarimenti su una pratica che stava seguendo Manuela, rimasto però senza risposta. Sempre riferito al lavoro ci sarebbe un altro aspetto delicato legato ai telefoni. Non ci sarebbe più alcuna traccia del cellulare aziendale di cui Manuela disponeva. A tutto ciò va aggiunto che manca anche l’auto della giovane: una Opel grigia targata EF460GZ. Le indagini sono affidate ai carabinieri e coordinate dalla procura di Brescia. Ci sono già stati interrogatori per ricostruire soprattutto gli ultimi giorni in cui è stata vista la 35enne. L’ex fidanzato, con cui vive ancora, ha dichiarato di averla vista, già addormentata, venerdì sera dell’altra settimana quando è rincasato. Poi una ripresa del sistema di videosorveglianza, di sabato pomeriggio, intorno alle 17.30. POI, FINO A LUNEDÌ sera, solo messaggi. Quelli in cui rende noto all’ex fidanzato che avrebbe trascorso prima sabato poi domenica «al lago». Quindi quello al lavoro in cui spiega che ha la febbre e che non sarebbe andata in ufficio. E l’altro alla madre in cui dice che non andava a pranzo. Il successivo riferisce di una visita medica mai avvenuta, l’ultimo di un incontro con un’amica, anch’esso mai avvenuto. Un’amica, aspetto non trascurabile, con cui avrebbe dovuto trascorrere le vacanze, tra non molti giorni. C’era quindi un programma, aspetto che sembra poco compatibile con un allontanamento volontario. I carabinieri stanno indagando senza tralasciare nulla. Gli sforzi sono diretti anche ad acquisire le immagini delle telecamere della zona per poter cogliere gli spostamenti dell’auto della ragazza. Manuela viene descritta come piuttosto timida, non ci sarebbero stati segnali di una volontà di allontanamento. E per la sorella i messaggi inviati alla famiglia e agli amici da sabato a lunedì «non sono stati scritti da Manuela». A Nave, dunque, la speranza è aggrappata a un telefono e sempre più alla convinzione che, di quei messaggi, la parte più importante non sia il testo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA