Manuela,
dai tabulati
agli interrogatori

Proseguono le indagini dei carabinieri e della procura,  sulla scomparsa di Manuela Bailo, 35 anni, di Nave
Proseguono le indagini dei carabinieri e della procura, sulla scomparsa di Manuela Bailo, 35 anni, di Nave
Mario Pari 07.08.2018

Un altro giorno di silenzio, di telefoni che non squillano. Un’assenza di voce che rende tutto sempre più angosciante. Ci sono quei messaggi, ma i familiari stessi non sembrano convinti che possano essere stati inviati da Manuela. E ci sono gli interrogatori, volti a raccogliere ogni dettaglio.

PARLARE DI GIALLO, nella vicenda della scomparsa di Manuela Bailo, la 35enne di Nave, sembra ormai inevitabile. La procura di Brescia sta lavorando parecchio sui telefoni, al punto che ha acquisito i tabulati. Anche questo è un elemento che contribuisce a spingere ogni interpretazione della vicenda lontana da quella che, comunque, rimarrebbe la più auspicabile: l’allontanamento volontario. Ci sono tanti dubbi su quei messaggi arrivati nei primi tre giorni, da sabato 28 luglio al lunedì successivo. Dubbi che si avvicinano più a convinzioni nelle parole di Arianna, la sorella di Manuela. Secondo Arianna quei messaggi non sono stati scritti da Manuela. Mancano riscontri a quanto inviato con il cellulare dalla giovane di Nave. Manca parecchio a una ricostruzione che possa fare leva, appunto, sui messaggi. Per questo i carabinieri di Nave e della compagnia di Gardone Valtrompia sono al lavoro da giorni, con l’obiettivo di ricostruire gli ultimi giorni trascorsi, prima della scomparsa, da Manuela. E la ricostruzione sta passando ovviamente anche attraverso le parole di chi vive vicino a Manuela. Dai familiari, che mercoledì scorso hanno sporto denuncia e lanciato appelli, alle colleghe fino all’ex fidanzato Matteo Sandri, particolarmente vicino alla 35enne. dal momento che pur essendo interrotta la relazione da tempo, lui e Manuela continuavano a vivere sotto lo stesso tetto, a Nave. Matteo Sandri, non a caso, è la persona che ha ricevuto alcuni tra gli ultimi messaggi dal telefono di Manuela. Normale quindi che gli investigatori facciano riferimento anche ai particolari, ai dettagli che l’ex fidanzato è in grado di fornire. Dai tabulati, quindi agli interrogatori di coloro che sono informati sui fatti. Interrogatori che a quanto si è appreso anche ieri avrebbero avuto luogo. Nonostante tutta l’attività di inquirenti e investigatori, però la situazione rimane molto complessa. Da otto giorni non arrivano più nemmeno i messaggi, e non c’è alcuna notizia dell’ auto della giovane navense. E pare che all’appello manchi anche il cellulare aziendale di Manuela.

GLI ACCERTAMENTI dei carabinieri hanno riguardato anche i prelievi bancari della 35enne ed è emerso che il 22 luglio ha prelevato 250 euro. Una cifra evidentemente troppo bassa per fare pensare alla decisione di allontanarsi. Per la famiglia e per tutti coloro che hanno a cuore Manuela queste sono ore drammatiche, in cui la speranza lotta duramente con un realtà ogni giorno più pesante. Dopo i giorni degli appelli, gli attuali sembrano, per chi attende il ritorno di Manuela, quelli del silenzio di chi spera in risposte, segnali. Ma anche sui social, in una situazione di grande condivisione degli appelli, non mancano le perplessità su una scomparsa in cui anche secondo gli è impegnato nelle indagini «c’è qualcosa non in linea». E questo è innegabile, fosse anche solo per quella vacanza con l’amica, programmata per Ferragosto. Qualcosa che sembra più che stridere con un allontanamento volontario, con la decisione di mettersi tutto alle spalle.

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