Luxuria, attacco al sindaco:
«Non rappresenti più la città»

Fabio Canino e la madrina Vladimir Luxuria alla testa del corteo del Brescia Pride 2017 FOTOLIVE
Fabio Canino e la madrina Vladimir Luxuria alla testa del corteo del Brescia Pride 2017 FOTOLIVE (BATCH)
Irene Panighetti18.06.2017

Lacrime di emozione, di gioia, di soddisfazione per «questo sogno che si è realizzato: oggi vediamo una città, la nostra città, vivere una giornata storica», ha dichiarato Manuela Fazia, presidentessa del Comitato Brescia Pride. Attivista da anni del Pianeta Viola, la prima associazione lesbica di Brescia, Fazia è stata una delle persone che per il Pride più si è messa in gioco, lei con la sua compagna, con la quale oltre all’amore ha condiviso la passione civile per la crescita della città; senza risparmiare energie, tempo, fatiche. E sono state tante le fatiche in questi mesi, perché all’inizio non tutte le associazioni del mondo Lgbt bresciano ci hanno creduto, timorose di un flop o non abbastanza convinti che «il momento era arrivato, come ci ha detto il segretario della Cgil Damiano Galletti, una realtà che sin dall’inizio è stata con noi», ha ricordato Fazia nel suo intervento che ha aperto le valutazioni dal palco.

CON IL SINDACATO ben 114 associazioni si è via via affiancate in questi mesi al Comitato, che si costituito formalmente a gennaio, composto da Pianeta Viola, Chiesa Pastafariana, Equanime, Caramelle in piedi e Donne di cuori. Cinque realtà che hanno avuto la capacità di «unire davvero la città, con oltre 120 iniziative sul tema dei diritti nel mondo del lavoro, della migrazione, dello sport. Siamo stati il lievito di un fermento culturale e sociale che ha lasciato un segno», ha concluso ringraziando i Comuni che «hanno dato il patrocinio e che oggi erano in corteo con i loro rappresentanti. Alle istituzioni assenti diciamo che ci dispiace: hanno perso un’occasione non stando con noi, ma soprattutto con le migliaia di persone che oggi invece sono con noi». Fazia, come da sua indole mite anche se tenace, è stata garbata nella sua amara valutazione.

LA MADRINA del corteo, Vladimir Luxuria, non ha avuto invece peli sulla lingua e dal microfono, con parole pungenti, si è rivolta a Del Bono: «Dico al sindaco di Brescia: non hai voluto esserci quindi sappi che non rappresenti più questa città!».

Poi Luxuria ha rivolto un pensiero d’affetto e comprensione verso «quel ragazzo di 16 anni, a quella ragazza di 18, che abitano in un paesino della provincia e che oggi non hanno avuto la forza di esserci: per loro siamo qui e ci saremo anche il prossimo anno». Luxuria era sul palco come ospite d’onore, assieme allo scrittore e attore Fabio Canino, che ha condiviso il duro giudizio sul sindaco assente; con loro l’attivista ugandese Kasha Jaqueline Nabagesera, arrivata apposta dal suo paese per l’incontro di giovedì sera, una delle tappe più significative del lungo cammino per i diritti, alla quale si sono affiancati anche esponenti del mondo cattolico come i missionari.

Kasha era sul palco, icona di chi rischia la vita ogni giorno perché non ha voluto nascondere ciò che è, anzi, lo ha rivendicato e portato nel mondo, con orgoglio. Quell’orgoglio condiviso anche da Bruna Ramus, delle Donne di Cuori, felice per una «Brescia meravigliosa!». O da Claudia Lauriano, delle Caramelle in piedi che ha ringraziato «Brescia che oggi è davvero Leonessa! E grazie alle famiglie, a tutte le famiglie; io e mio marito non ci sentiremo mai dire che uno di noi due è meno genitore dell’altro, cosa che invece accade ad altre madri, ad altri padri. Per questo la strada da fare è ancora tanta», ha ricordato dal palco, dove è salita emozionatissima. Come Renato Cifti, di Equanime, che con la voce rotta dall’emozione ha garantito; «Non ci fermeremo, dall’autunno l’onda dei diritti ripartirà».

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