Lotta ai writers, dalla Locale
cento denunce in cinque anni

L’incontro di una classe seconda dell’Iis «Castelli» con un agente della Polizia locale
L’incontro di una classe seconda dell’Iis «Castelli» con un agente della Polizia locale
Manuel Venturi04.11.2017

Oltre cento denunce penali per altrettanti writers dal 2013 ad oggi: la cifra, svelata dal Comandante della Polizia locale, Roberto Novelli, descrive un fenomeno che negli ultimi anni è finito sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine e dell’Amministrazione comunale. Ma la Locale non si occupa solo di repressione: ieri se ne è avuta un’ulteriore conferma, in un incontro che gli agenti hanno tenuto in una classe seconda dell’Iis Benedetto Castelli, in cui due agenti hanno spiegato ai ragazzi la storia del graffitismo dalle origini ad oggi e le conseguenze penali a cui si va incontro quando si imbrattano muri o proprietà pubbliche e private.

ALL’INCONTRO di ieri ha partecipato anche il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, che davanti ai ragazzi ha sottolineato «l’attenzione dell’Amministrazione a questo tema: la Locale, nelle scuole, spiega le conseguenze dell’illegalità, ma espone anche quali sono le opportunità che la città offre a chi vuole fare writing in modo legale». L’ultimo esempio in ordine di tempo è la riqualificazione dei piloni della metropolitana a Sanpolino, recentemente dipinti da writers di fama nazionale grazie all’accordo con l’associazione True quality, con cui il Comune collabora da anni: «Si può dare sfogo alla propria creatività senza rovinare il patrimonio pubblico e privato», ha confermato Del Bono, supportato dai consigli degli agenti ai ragazzi e dalle informazioni contenute nell’opuscolo distribuito alla fine dell’incontro.

Gli agenti hanno anche spiegato l’evoluzione della normativa sull’imbrattamento del patrimonio, soffermandosi in particolare sull’articolo 639 del Codice penale, che prevede pene che vanno da 103 euro fino a un anno di reclusione e a 3 mila euro di sanzione (che salgono a 10 mila in caso di recidività) a seconda del bene danneggiato. La sanzione scatta fin dai 14 anni di età, anche se con modalità diverse rispetto ai maggiorenni: ogni anno, il Comune segue una decina di casi di mediazione penale, in cui il minore ha la possibilità di dimostrare sia l’assunzione di responsabilità rispetto al reato commesso che il suo percorso di cambiamento. I ragazzi del Castelli hanno potuto vedere un esempio di mediazione penale con i loro occhi, grazie a un video con protagonisti due writers bresciani minorenni colti in flagranza di reato, che hanno realizzato il filmato per pagare la propria colpa e spiegare direttamente ai loro coetanei come dare sfogo alla propria creatività, ma in modo del tutto legale. «Ma di solito le indagini sono molto più complesse, è un grande lavoro di polizia giudiziaria che coinvolge anche più città e si basa molto sugli scambi che avvengono su Internet, dove i graffitari organizzano le loro incursioni – ha spiegato Novelli -. Ci sono veri e propri gruppi paradelinquenziali, che si organizzano e viaggiano in Europa per filmare le loro imprese: le indagini, in questi casi, consistono anche nel sequestro dei computer e dei materiali utilizzati per l’imbrattamento». Il ruolo della Locale diventa anche di formazione: «Al Castelli incontreremo 19 seconde, ma durante tutto l’anno i quattro agenti deputati si interfacciano con circa 10 mila studenti, su writing, bullismo e educazione stradale».

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