La Questura
in lizza per il
«potenziamento»

La polizia della Questura davanti alla saracinesca definitivamente abbassata del bar «Coccinella» in via Corfù
La polizia della Questura davanti alla saracinesca definitivamente abbassata del bar «Coccinella» in via Corfù
Mario Pari 11.07.2018

La questura di Brescia è in lizza per essere elevata a rango dirigenziale. Un passaggio che aprirebbe la strada all’arrivo di quei 50 agenti in più di cui nelle scorse ore, dopo i fatti violenti di Brescia Due, il sindaco Del Bono ha chiesto conto al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il percorso che interessa la sede di via Botticelli è ampiamente avviato e sono già stati intrapresi, a quanto si è appreso, passi concreti. Al punto che, proprio recentemente il capo della Polizia Franco Gabrielli, avrebbe elencato le questure suscettibili d’essere «promosse»: Brescia, Padova, Caserta, Foggia e Bergamo. Questo significherebbe appunto l’arrivo di 50 poliziotti in più, ma non solo. Sul fatto che Brescia sia suscettibile dell’elevazione di rango si sarebbe già pronunciata la commissione nominata dal capo della Polizia. Il percorso si concluderà però solo, al termine del processo valutativo, con la firma del decreto da parte del ministro. Non mancano quindi altri step da affrontare. Ma le prospettive sembrano essere certamente molto interessanti per la questura di Brescia che da tempo ambisce, per i compiti che è chiamata a svolgere, non soltanto in termini di repressione della criminalità, a un rango più alto.

NEL FRATTEMPO continua l’attività nella zona salita maggiormente agli onori delle cronache negli ultimi giorni: via Corfù. È stata disposta dal questore Vincenzo Ciarambino e notificata da personale della Divisione P.A.S.I. della Questura, nella mattinata di ieri, l’attesa revoca della licenza al «Bar Coccinella» di via Corfù. La decisione giunge dopo i gravi fatti della settimana scorsa. Fatti che sono andati ad aggiungersi a una situazione già compromessa, con la sospensione dell’attività del locale già disposta in passato più volte dal questore. Ma la scorsa settimana i problemi sono tornati, con risse, tentativi d’investimento, auto incendiate. In particolare la notte dell’8 luglio, poco prima delle due, una pattuglia della Volante ha identificato, all’interno del bar, 5 avventori pakistani, già indagati per la rissa del 4 luglio. Per due di loro, di 22 e di 24 anni, irregolari, è scattato il provvedimento di espulsione e l’accompagnamento al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino. Un ulteriore avventore, 28enne, pakistano, estraneo ai fatti del 4 luglio, ma irregolare sul territorio, è stato accompagnato al Cpr di Torino. Controlli, nella zona di via Corfù anche da parte della Locale. E in attesa della replica del ministro Salvini, ieri è intervenuta sulla vicenda la deputata e consigliera della Lega Simona Bordonali.

«BRESCIA NON VUOLE più saperne di risse e incendi d’auto. L’unico a non voler rendersene conto è il sindaco Del Bono, che ai suoi governi di sinistra non ha mai chiesto contromisure negli scorsi cinque anni nonostante i numerosi episodi avvenuti in città come, da ultimo, quello di via Corfù. Minniti in campagna elettorale aveva annunciato 50 agenti da destinare alla nostra città: le solite chiacchiere del Pd. Sono in contatto costante con il ministro Salvini per passare dalle parole ai fatti concreti», ha detto Bordonali. Aggiungendo che «il primo cittadino ha la delega alla sicurezza: con i suoi agenti di Polizia locale potrebbe coordinarsi con le forze dell’ordine per vigilare sul territorio creando presidi fissi e mobili, disincentivare atti illegali o vandalici ed intervenire in caso di segnalazioni da parte dei cittadini, che negli ultimi anni si sono moltiplicate. Io, da assessore regionale, ho continuamente chiesto più agenti in Regione o, altro esempio, il mantenimento delle forze dell’ordine post Expo». Conclude la deputata del Carroccio: «Del Bono o il suo ex assessore Muchetti al quale sono state tolte le deleghe alla sicurezza, probabilmente anche dopo i risultati negativi, hanno mai chiesto al prefetto almeno la convocazione di un tavolo per affrontare i noti problemi della zona? Gliene chiederò conto nelle sedi opportune».

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