«La preoccupazione
c’è, giusto il forte
richiamo»

La platea di imprenditori ha condiviso e applaudito le parole di Pasini
La platea di imprenditori ha condiviso e applaudito le parole di Pasini
Magda Biglia Mimmo Varone14.11.2018

«È un momento così difficile, come non ricordavo da molto tempo». L’analisi di Ugo Gussalli Beretta sintetizza l’umore della platea che ha applaudito a lungo l’intervento battagliero del presidente dell’Aib Giuseppe Pasini.

LE PREOCCUPAZIONI sono diventate allarme nel giorno in cui da Roma doveva partire la risposta italiana all’Ue sulla manovra e dal sottosegretario Claudio Durigon, via telefono, è arrivata la conferma che «il Governo terrà la barra dritta». Sfiducia totale nella politica, ma forte impegno per resistere nei commenti dei past president dell’Associazione. Beretta approva Trump perché «l’economia americana va bene» e ammette che, al momento, non si avvertono gli effetti dei dazi. Pasini ha dato sostegno a Boccia, gli imprenditori bresciani sostengono Pasini e il suo appello “per il bene del Paese”. L’associazione fa quello che può, purtroppo la politica non ci ascolta». Più di così «non si può fare di fronte a questa classe politica che si occupa dei propri interessi e non dei problemi del Paese», si rammarica Eugenio Bodini. C’è anche chi, come Franco Tamburini, vorrebbe che si alzasse ancora di più la voce: «Ci penseranno le territoriali se il presidente Boccia non lo farà abbastanza», sottolinea. Marco Bonometti, ora leader di Confindustria Lombardia, punta sulle infrastrutture. «Basta vedere il caso Genova, dopo tre mesi non c’è una soluzione - attacca -. I lavori già decisi vanno sbloccati e vanno garantiti tempi rapidi». Ironicamente usa la frase «noi andremo avanti a lavorare, a credere e combattere» per spiegare lo stato d’animo non arrendevole degli industriali bresciani. «Siamo sempre stati capaci a riemergere dalle difficoltà, continueremo così», sottolinea anche Bodini.

IL BLOCCO dei cantieri pubblici è criticato anche da un altro past president, Giuliano Campana, che ha guidato i costruttori bresciani e nazionali. «Se vengono tolti gli incentivi, si riferma il mercato privato che stava iniziando a muoversi», dice. «Totalmente condivisibile», è il commento del sindaco, Emilio Del Bono, che nelle parole di Pasini vede un «grido di preoccupazione degli imprenditori a fronte di una situazione economica deteriorata e di una manovra che riduce investimenti e previsioni di crescita. Inoltre, consegna un futuro di incertezza panche agli enti locali». Per i sindacati, «è una relazione molto attenta all’attualità con passaggi politici sulla manovra», riflette il leader Uil, Mario Bailo. «Pasini ha mostrato attenzione alle parti sociali in tema di formazione e creazione di benessere per i lavoratori», aggiunge Alberto Pluda al vertice della Cisl. Per Silvia Spera, alla guida della Cgil di Brescia, «la frenata della crescita preoccupa. Non credo che tutto dipenda dall’immediato, ma non mi aspettavo una relazione così secca». Con la precisazione che con gli industriali «siamo nello stesso mare in tempesta, mai sulla stessa barca». Il presidente della Camera di commercio e del gruppo Ambrosi, Giuseppe Ambrosi, «condivide il grido di allarme. Vista la lista di iniziative non confermate, che potevano essere almeno un perfetto programma di Governo, resta la forte preoccupazione». Auspica un segnale che dia a Brescia «non solo l’onore di principale provincia economica, ma pure l’onere di interpretare la voce degli imprenditori». L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, ammette che «la preoccupazione degli industriali di non poter essere competitivi in un mercato internazionale in fibrillazione è alta, e la esprimono con forza». Per il rettore della Statale Maurizio Tira, infine, Pasini «ha fatto bene a parlar chiaro». Certo, «si potrebbe obiettare che un giudizio così duro dopo qualche mese di Governo è ingeneroso, ma ha voluto mettere in guardia». E applaude all’accenno sul «lavoro comune sulla filiera della formazione per sperimentare anche con la Cattolica nuove forme di didattica in azienda per i futuri tecnici».

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