La paura poi
la felicità:
«È libero e sta bene»

Il campo base allestito dalle forze dell’ordine con i soccorsi
Il campo base allestito dalle forze dell’ordine con i soccorsi
A. GAT. 18.01.2019

Tutti in paese si sono accorti delle sirene spiegate di ieri sera: il sintomo evidente di come la situazione fosse ormai arrivata a una svolta. Missione compiuta: i carabinieri hanno arrestato il sequestratore e liberato il sequestrato. UN’OPERAZIONE coordinata nei minimi dettagli: nulla è stato lasciato al caso nelle ultime 48 ore. Le ricerche si erano concentrate nella zona di Berniga, tra i boschi e le colline sopra Prandaglio, oltre la zona di Castello (dove poi Haida e Giacomini sono stati effettivamente ritrovati). Nelle vecchie scuole, riconvertite da tempo a colonia estiva, fin dalle prime ore del mattino era stato allestito il campo base, un dinamico quartier generale: un vero e proprio Posto di comando avanzato, con la presenza fissa dei Vigili del Fuoco e del Soccorso alpino, in qualità di supporto tecnico all'attività di ricerca che, vista la pericolosità della situazione, è stata affidata solo alle forze dell’ordine. Coordinata dai carabinieri, ma con l’attenta collaborazione della Prefettura: per parecchie ore in cielo è volato l’elicottero, impegnato nelle ricerche dall'alto sulle varie zone boschive che circondano la zona. In campo anche i cani molecolari dell'Arma, arrivati da Firenze: specialisti nel ritrovamento di persone scomparse. Significativo il commento rilasciato a poche ore dal ritrovamento. «Stiamo cercando delle persone vive, non ci sono elementi che ci fanno presupporre il contrario», avevano detto i militari. Una previsione scientifica, poi confermata. Nel pomeriggio da Brescia anche la Questura ha dato il proprio supporto, inviando un importante contingente di uomini e mezzi: tra loro gli specialisti del Reparto prevenzione crimine di Milano. Alla Polizia di Stato sono state affidate le operazioni di controllo del vasto territorio dei paesi confinanti, con una massiccia presenza di posti di blocco armati, notati dagli automobilisti da Villanuova a Muscoline. Sempre a cura dei carabinieri invece il presidio delle zone considerate più sensibili, tra cui le abitazioni dell’ex compagna di Haida e del giovane Stucchi, il collega di lavoro di Giacomini che per primo sarebbe stato sequestrato. UNA SQUADRA ben rodata, pronta a ripartire anche stamattina in caso di necessità. Nel tardo pomeriggio l’ultimo briefing in loco aveva già inquadrato le zone da monitorare, il piano delle ricerche, l’accurata divisione dei compiti. Sinergie importanti, ancora una volta, al servizio e in difesa della comunità. Quello che è successo dopo è storia nota: le prossime ore saranno decisive per la ricostruzione della vicenda e delle responsabilità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA