La fattura elettronica bocciata dai bresciani

Paolo StreparavaMario  MagazzaEugenio MassettiEleonora RigottiBortolo AgliardiIvan Mussio
Paolo StreparavaMario MagazzaEugenio MassettiEleonora RigottiBortolo AgliardiIvan Mussio
Manuel Venturi 13.01.2019

Tutto liscio? Non proprio. Nonostante le rassicurazioni del ministro delle Finanze, Giovanni Tria, la fatturazione elettronica presenta ancora diversi ostacoli: se è vero che il portale dell’Agenzia delle entrate ha già gestito oltre 8 milioni di documenti, lo è altrettanto che le aziende e i professionisti bresciani hanno incontrato difficoltà. «Non vogliamo che i costi della modernizzazione dello Stato ricadano sulle attività produttive», è la sintesi di tutti i rappresentanti di categoria. E attenzione alle truffe: circolano già le prime mail fasulle per frodare gli imprenditori. «La fatturazione elettronica ha rappresentato un elemento di preoccupazione per la nostra associazione: abbiamo pensato a come attenuare l’impatto sull’attività quotidiana delle imprese con due incontri formativi – spiega Paolo Streparava, delegato a Credito, finanza e fisco di Aib -. Le aziende hanno compiuto uno sforzo notevole per adeguarsi e anche l’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi chiarimenti: si tratta di un impegno che rinnoveremo nei prossimi mesi, sperando che vengano eliminati alcuni adempimenti introdotti negli anni passati per contrastare episodi di evasione fiscale, che oggi non sono più giustificati». «Il nostro software non ha creato problemi, anche se lo stesso non si può dire del portale dell’Agenzia – spiega Bortolo Agliardi, presidente di Assoartigiani -. Stiamo facendo formazione, ma le imprese devono prendere confidenza con lo strumento». La speranza è che la fattura elettronica non diventi un ulteriore costo per le aziende, «soprattutto alla luce dei tanti vincoli imposti dal Garante della privacy, che rischiano di ridurre la possibilità di scovare i furbetti», prosegue Agliardi. «La fattura elettronica ha combinato pasticci nelle nostre aziende, considerando che sono piccole imprese e artigiani – commenta Ivan Mussio, direttore di Assopadana -. La loro struttura amministrativa non è paragonabile con quella di una grossa azienda». «Bisogna dare tempo alle imprese – sottolinea Eugenio Massetti, leader di Confartigianato -. Le imprese strutturate si sono adeguate, ma la maggior parte degli artigiani devono lavorare e nel frattempo curare la parte burocratica». C’è chi «è arrivato ad assumere personale solo per le fatture elettroniche», che secondo Massetti non faranno emergere il lavoro nero: «Chi non faceva le fatture cartacee non farà nemmeno quelle elettroniche e temo che l’evasione possa aumentare – sostiene il leader di Confartigianato -. Non si può dare sempre la colpa ai governi precedenti: quello attuale avrebbe potuto fare un decreto per rinviare la partenza». «È UN BEL PASTICCIO per i piccoli, ma anche per i grandi: ci sono aziende importanti che non sono ancora pronte», nota Mario Magazza, vicepresidente di Apindustria. Come emerge da un’indagine interna svolta tra gli associati di Apindustria, la preoccupazione è maggiore tra le piccole imprese: «La norma era impostata in maniera rigida, poi sono arrivati di miglioramenti ma non tutti insieme e a ridosso della data di partenza – ricorda Magazza -. Sarebbe stato meglio pensare a una gradualità di ingresso». «I problemi più grossi si sono verificati sugli invii massivi: c’è preoccupazione per la fine del mese, quando aumenteranno i volumi», evidenzia Eleonora Rigotti, presidente di Cna Brescia. «I piccoli sono stati caricati di ulteriore lavoro, ci sono dei limiti strutturali nelle nostre aziende». Tra questi, l’età media elevata e la scarsa informatizzazione. Rigotti segnala anche un nuovo pericolo per gli imprenditori: «Sono arrivate mail che chiedono dati o installano virus con la scusa della fattura elettronica». • © RIPRODUZIONE RISERVATA