L’ombra della
polmonite sulla
morte di un neonato

Ospedale di Manerbio
Ospedale di Manerbio
Valerio Morabito24.09.2018

L’ombra di un’infezione ai polmoni si allunga sulla morte di un neonato avvenuta giovedì all’ospedale di Manerbio. Sarà l’autopsia a fare luce sulle cause del decesso sopraggiunto solo poche ore dopo che il piccolo era venuto alla luce.

I PRIMI accertamenti parlano di una crisi respiratoria legata a un’infezione contratta durante la gestazione. E alla luce dell’epidemia che ha colpito la Bassa, non si esclude alcuna ipotesi, compresa la legionella. Dai riscontri clinici che fanno ovviamente anche riferimento alle ecografie sul feto svolte durante la gravidanza non è stata presa in considerazione una malformazione congenita, ma come detto a sciogliere ogni dubbio sarà l’esame autoptico. I genitori che abitano a Ghedi presenteranno in queste ore un esposto alla Procura. La famiglia non punta il dito contro nessuno, ma pretende la verità sulla morte del figlio. In gravidanza non c’erano stati problemi, tutto si era svolto secondo le cadenze di una normale gestazione. Quando la mamma è stata ricoverata nel Dipartimento materno infantile dell’ospedale di Manerbio per partorire non sembravano esserci complicazioni.

DOPO LE VISITE in sala travaglio i medici hanno rassicurato i familiari spiegando che non c’erano rischi, nè per la mamma, nè per il bambino. Anche il parto non ha presentato problemi particolari, ma una volta venuto alla luce, il bambino ha cominciato ad accusare gravi problemi respiratori. Sottoposto a terapia intensiva post natale, nonostante il prodigarsi del personale sanitario, il bimbo è morto prima del trasferimento in un centro specializzato. La direzione sanitaria dell’ azienda ospedaliera di Desenzano ha disposto l'autopsia come forma di autotutela, avviando gli accertamenti clinici previsti in caso di un decesso post-natale. Spetterà ora alla magistratura decidere se sarà necessario aprire un’in- chiesta per stabilire eventuali responsabilità nel decesso del neonato.

DECISIVI IN QUESTO senso saranno i referti dell’autopsia che dovranno appurare se il neonato è stato ucciso dall’ infezione del batterio killer. Sono del resto già cinque le morti provocate dall’epidemia. La legionella è sicuramente la responsabile della morte di Guglielmina Castelletti, 69enne della frazione Mezzane di Calvisano. Da stabilire invece la natura dell’agente patogeno all’origine della polmonite batterica che ha causato il decesso di un 68enne di Roè Volciano, di un 85enne di Carpenedolo e di due persone residenti a Remedello: il 57enne Gianfranco Bignozzi e il 90enne Gino Daldoss. Il tutto mentre il numero delle persone colpite dal batterio sconosciuto ha sfondato quota 500 e gli accertamenti sul veicolo di diffusione del batterio dovranno ripartire da zero.