«Io, rovinato
dalla faida pakistana
di via Corfù»

Una  pattuglia della Polizia Locale  in transito per via Corfù dove si sono verificati gli scontri  FOTOLIVEL’Alfa Giulietta prima di essere colpita dal rogoLa carcassa della vettura  dopo l’incendio
Una pattuglia della Polizia Locale in transito per via Corfù dove si sono verificati gli scontri FOTOLIVEL’Alfa Giulietta prima di essere colpita dal rogoLa carcassa della vettura dopo l’incendio
Paola Buizza 09.07.2018

Il giorno dopo, in via Corfù, è una serena domenica mattina. Ci sono giovani che camminano con il cane al guinzaglio, donne col passeggino, coppie in bicicletta. Con una frequenza maggiore si vedono passare pattuglie delle forze dell’ordine. Il questore, in accordo con il sindaco di Brescia, venerdì ha disposto l’intensificazione dei controlli tra il parco Gallo e via Sardegna, lungo la direttrice dello spaccio che ha compromesso la sicurezza di residenti e commercianti. Nel frattempo la zona sembra tornata alla quiete dopo la settimana trascorsa fra risse, investimenti e incendi. Un regolare via vai di persone con tappa anche in edicola. Parole, commenti sull’accaduto e un incontro.

GIORNALI SOTTO braccio un quarantenne - di cui per ovvie ragioni non faremo il nome - mostra il Bresciaoggi e dice: «Questa è la mia auto. O meglio, quello che resta di lei». Con gentilezza, invidiabile calma, e disponibilità, racconta la disavventura che lo ha visto coinvolto, suo malgrado, nel violento fatto di cronaca di sabato mattina. La sua auto era parcheggiata a fianco di quella a cui è stato appiccato l'incendio doloso, ed è stata completamente distrutta dalle fiamme. In un post su Facebook le parole di addio alla «compagna» di viaggio: «Dopo neanche 4 anni hai finito la tua corsa ... ti ho lasciato nel posto sbagliato al momento sbagliato». A corredo del post, due «faccine» arrabbiate e le eloquenti immagini dell’Alfa Giulietta blu prima e dopo il danno. Sovvertendo il proverbio si può ben dire: «Tra i due litiganti il terzo...paga». Perché, sventura vuole, che l'assicurazione contro l'incendio e gli atti vandalici, che il 40enne aveva stipulato per la propria auto, sia scaduta il 1° luglio. «Ho parcheggiato la macchina verso le 2 di notte - racconta -, in quel momento mi pare che non ci fossero altri veicoli vicini. Dell’incendio avvenuto circa due ore dopo non mi sono accorto, abito nei paraggi». L’amara sorpresa è arrivata nel tardo pomeriggio di sabato: «Cercavo l’auto e non la trovavo dove ricordavo di averla parcheggiata. Sull’asfalto c’era invece una strana chiazza bianca (le auto erano già state portate via). Al momento ho pensato di essermi sbagliato e di averla parcheggiata più avanti. Faccio il giro, non trovo nulla e inizio a temere il peggio. Chiedendo informazioni nella via sono venuto a sapere di una lite fra due pakistani al termine della quale, mi hanno detto, uno aveva dato fuoco all’auto dell’altro e che le fiamme avevano colpito anche un veicolo parcheggiato a fianco...allora ho capito». Ma la conferma è arrivata solo dopo aver contattato il 112, perché dalle immagini disponibili - foto e video - la Giulietta era irriconoscibile. «Mi hanno richiamato dopo un quarto d’ora - racconta lo sfortunato cittadino - e mi hanno detto che era proprio la mia auto».

OLTRE IL DANNO, la beffa: «Purtroppo l'assicurazione che copre questo genere di eventi mi è scaduta il 1° luglio. Per una serie di impegni di lavoro ho rimandato il rinnovo...chi si immaginava potesse accadere una cosa del genere. La rabbia è dovuta al fatto che non è dipeso da me. Ma lasciarla parcheggiata e trovarla in queste condizioni...». Per il 40enne, dipendente pubblico, da domani si presenterà il problema di recarsi al lavoro fuori città - «forse prenderò un’auto a noleggio» -, e quello di dover acquistare una nuova auto. La carcassa, al momento, è sotto sequestro. Ma l’incendio che con avidità ha bruciato la sua Giulietta ha spento l’entusiasmo per un progetto: «Volevo acquistare casa in via Corfù, ma dopo quello che mi è accaduto lascerò perdere». Ha paura? «Più che altro, mi resterebbe il brutto ricordo per una vicenda spiacevole. Preferisco evitare».

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