Inseguimento
(con arresto)
sul Ring

Una delle pattuglie motociclistiche della Polizia Locale di Brescia
Una delle pattuglie motociclistiche della Polizia Locale di Brescia
Paola Buizza 12.10.2018

Come gli agenti Jon e Ponch, hanno sfrecciato sulle strade con le loro motociclette, affrontando un difficoltoso slalom fra il traffico dell’ora di punta. Caccia al fuggitivo, con tanto di corsa, arrampicata su un cancello, infine, l’arresto. Una scena rocambolesca che ricorda molto «Chips» la serie cult degli anni Ottanta. Location diversa - non Los Angeles, ma Brescia - e diversi protagonisti: non la California Highway Patrol ma agenti della Polizia Locale. Stesso scatto, però, richiesto dall’imprevisto. QUELLO ACCADUTO martedì alle 16.30 in via Ugoni, quando durante un servizio di controllo la pattuglia motociclistica ha notato uno straniero aggirarsi con fare sospetto vicino a un’auto parcheggiata al parco Falcone. È bastato l’incrocio di sguardi per innescare la fuga dell’uomo verso via dei Mille, in senso opposto di marcia. Dato gas alle moto, i centauri in divisa si sono lanciati all’inseguimento, costretti dal fuggitivo a manovre pericolose per sé stessi e i cittadini. Su e giù dal ring, lo straniero è poi tornato al parco zigzagando tra i cespugli cercando inutilmente di far perdere le proprie tracce. Fino a via Ferrini, dove, con un agile balzo, l’uomo si è arrampicato sul cancello di un’abitazione, liberandosi con un calcio dall’agente alle calcagna. Nel frattempo, chiamati i rinforzi, sul posto sono arrivate altre pattuglie e in breve tempo il fuggitivo è stato individuato. Era nascosto sotto un telo scuro in un cantuccio, tra un’auto parcheggiata e il muro. Gli agenti lo hanno ammanettato e portato al Comando per gli accertamenti, che hanno dato esiti interessanti. Innanzitutto, l’arrestato non era chi diceva d’essere. Il passaporto marocchino esibito, apparteneva a un’altra persona. La fotografia era eloquente. Durante la corsa, inoltre, aveva perso dalla tasca il telecomando di una Volvo, rintracciata in via Ugoni, lì dove tutto è iniziato. QUANDO GLI AGENTI hanno aperto la vettura, hanno trovato un coltello con una lama da 30 centimetri. Successivi accertamenti hanno rivelato che la Volvo era stata rubata a Milano qualche giorno prima. La Polizia Locale ha poi scoperto che lo straniero era in realtà un cittadino algerino condannato dal tribunale di Cuneo a 2 anni e 7 mesi di carcere e ricercato. Ieri lo straniero è stato processato e condannato ad altri 14 mesi di reclusione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA