Infezione all’ospedale Civile Neonato ucciso da un batterio

Al  Civile un bambino è morto per un batterio killer
Al Civile un bambino è morto per un batterio killer
Eugenio Barboglio 11.08.2018

Un neonato è morto all’ospedale Civile. Ad ucciderlo è stata un’infezione provocata dal batterio noto come serratia marcescens. Il decesso si è verificato durante questa settimana. Il bimbo ha un gemellino che era ricoverato come lui. Parti prematuri di una mamma bresciana. Il fratello pur colpito dal batterio è vivo. Dopo il decesso, il reparto è stato visitato dai carabinieri del Nas: i militari hanno acquisito documentazione e fatto i primi accertamenti sul personale entrato in contatto con il bambino, per capire se il batterio è stato portato dentro dall’esterno. Nel frattempo la direzione degli Spedali Civili ha attivato il comitato di sicurezza infettiva e messo in atto tutte le misure di contenimento sanitarie. Alcuni bambini presenterebbero i segni clinici della malattia mentre per altri si parla di semplice colonizzazione, come ha confermato la direttrice sanitaria del Civile, Frida Fagantini. Il batterio, particolarmente resistente all’aggressione degli antibiotici, è stato isolato in alcuni bambini ricoverati nella Patologia neonatale già a fine luglio, attorno al 20 del mese. IN TUTTO SAREBBERO sette o otto i piccoli coinvolti dall’infezione, che colpisce il sistema gastrointestinale dei neonati prematuri, quelli con le difese immunitarie molto basse. Al punto da giungere anche ad ucciderli. Casi di infezione se ne sono registrati negli ultimi anni anche negli ospedali di Mantova (2012), di Como (2014) e di Cosenza (2016). Dieci anni fa due piccoli morirono mentre erano ricoverati in terapia intensiva a Cagliari. Un caso eclatante di epidemia si è verificato lo scorso anno in Spagna, con una cinquantina di bambini colpiti dal batterio e il ministero della Salute di Madrid costretto a chiudere l’unità. Nel caso di Brescia non si è ancora al corrente di provvedimenti così drastici, se non dell’applicazione di misure di bonifica del reparto dall’infezione definite di routine in questi casi. Nei prossimi giorni si conosceranno anche gli sviluppi sul fronte giudiziario, se ce ne dovessero essere sulla base dei riscontri fatti dai carabinieri del Nas. LA SERRATIA marcescens è il ceppo più diffuso della serratia, batterio killer che viene contratto per lo più in ambito ospedaliero, in seguito a lungo ricovero o all’inserimento di cateteri per via endovenosa, intraperitoneale o urinaria o all’inserimento di strumenti medici volti ad agevolare la funzionalità respiratoria o ancora all’effettuazione di trasfusioni o di infusioni endovenose contaminate. Si manifesta attraverso sintomi come febbre, brividi, insufficienza respiratoria, shock settico. E viene combattuto essenzialmente con terapie antibiotiche. Il nome Serratia venne scelto da Bartolomeo Bizio, il chimico italiano che l’ha scoperta oltre due secoli fa, in onore del fisico fiorentino Serafino Serrati. Mentre il termine marcescens si riferisce al fatto che questo patogeno della famiglia degli enterobatteri, dopo aver prodotto un pigmento rosso intenso (la prodigiosina), marcisce velocemente in una massa fluida mucillaginosa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA