Indagine su Jihad
Scarcerato
il tunisino di Ome

Non è stato convalidato il fermo del tunisino  accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
Non è stato convalidato il fermo del tunisino accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
Mario Pari 11.01.2019

Nel corso dell’udienza di convalida del fermo ha fornito la propria versione dei fatti, la propria verità. E nelle ore successive, il tunisino fermato due giorni fa con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, è stato scarcerato. L’indagine, che ha portato al fermo di H.F., è molto complessa ed è stata avviata dagli inquirenti palermitani per contrastare il terrorismo internazionale di matrice islamica. In realtà H.F., residente a Ome e difeso dagli avvocati Marino Colosio e Francesca Scagliola, non è mai stato accusato di terrorismo. In carcere, al «Nerio Fischione», è finito con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo il cittadino tunisino ha spiegato d’aver agito senza alcuna intenzione d’ottenere un profitto. I fatti risalgono al 2017. Secondo quanto ha riferito H.F., la vicenda in cui è rimasto coinvolto avrebbe avuto origine in un negozio di kebab a Palermo. Lì avrebbe incontrato una connazionale in lacrime. Ha preso quindi la decisione di aiutarla, ma, è stato spiegato nell’udienza, solo «per motivi umanitari». E questa spiegazione è stata recepita dal giudice per le indagini preliminari Lorenzo Benini. Gli avvocati Colosio e Scagliola hanno anche spiegato che il loro assistito è una persona con una famiglia e un lavoro stabile in Italia. Anche questi elementi si sarebbero rivelati importanti nella decisione presa dal giudice Lorenzo Benini.

ALLA FINE non è stata ritenuta sussistente l’aggravante dell’aver tratto profitto dalla condizione in cui si trovava l’immigrata tunisina. H.F. dopo averla vista in lacrime avrebbe accettato di aiutarla. Avrebbe quindi fatto in modo che dalla Tunisia gli venisse spedito dai parenti della connazionale il denaro che le ha poi consegnato per poter affrontare il viaggio in Francia. Questo senza alcun vantaggio personale. E in particolare senza alcuna ombra di collegamento con realtà terroristiche. Tutto ciò evidentemente riguarda gli aspetti cautelari della vicenda. Le indagini della Dda di Palermo faranno il loro corso. Ma, nel frattempo, il fermo non è stato convalidato, non è stata accolta la richiesta di misura cautelare, ed è stata dichiarata dal giudice l’incompetenza territoriale. Nel pomeriggio di ieri H.F. ha quindi lasciato la casa circondariale di Brescia «Nerio Fischione» dov’era stato rinchiuso mercoledì.

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