Inceneritori,
Brescia finisce
sotto i riflettori

Una veduta del termoutilizzatore A2A. Oggi il ministro dell’Ambiente Costa sarà in città
Una veduta del termoutilizzatore A2A. Oggi il ministro dell’Ambiente Costa sarà in città
Natalia Danesi 20.11.2018

Il braccio di ferro nel governo sulla necessità di nuovi inceneritori in Campania ricade, a cascata, anche nella nostra regione che ospita 13 termovalorizzatori dei 56 nazionali, accogliendo ogni anno 400mila tonnellate di rifiuti da fuori. Brescia in questo quadro fa la parte del leone, con almeno 725 mila tonnellate bruciate all’anno. Dati che non sorprendono, dal momento che al Nord viene trattato - secondo l’ultimo rapporto dell’Ispra - il 69% dei rifiuti di tutto il Paese.

IL DIBATTITO di queste ore, con i Cinque Stelle fermi sulla linea del no all’incenerimento dei rifiuti per l’impatto sull’ambiente, ha fatto infuriare il governatore lombardo Attilio Fontana che ha lanciato l’idea della moratoria allo smaltimento dell’immondizia da fuori. «Se Di Maio pensa che i nostri impianti inquinano, allora non accetteremo più rifiuti del Sud - ha dichiarato -. Chiederemo di cambiare la legge allo Stato che ci impone di accettare rifiuti di altre regioni e a quel punto non sarà più solo una provocazione». La bresciana Viviana Beccalossi, consigliere regionale, presenterà già oggi una mozione urgente per chiedere che venga messo nero su bianco che la Lombardia non smaltirà più l’immondizia altrui. Una linea che peraltro dall’opposto schieramento condivide anche il sindaco Emilio Del Bono: «I rifiuti urbani che vengono bruciati a Brescia oggi sono provinciali o regionali, una misura modesta di rifiuti speciali viene da fuori. Se la Regione stringe la maglia nei confronti di questi ultimi, siamo favorevoli», spiega il sindaco. Il quale ribadisce che la linea del Comune, e le indicazioni date come socio ad A2A, sono quelle di una sempre maggiore ottimizzazione dell’impianto con 60 milioni di investimenti; non solo, il progetto di connessione con le grandi aziende produttrici di calore permetterà di alimentare il teleriscaldamento con metodi alternativi all’incenerimento, e «stiamo aumentando la differenziata e incentivando l’azienda ad investire sul riciclo». Perciò «questo dibattito mi pare surreale - sostiene Del Bono -. Mentre al Nord lavoriamo per efficientare gli impianti, al Sud è il regno della discarica. Spero che un domani si possano trattare i rifiuti residuali senza incenerirli, nel frattempo le Regioni che non hanno investito in questi anni trovino le loro soluzioni». Anche di questo tema si discuterà oggi dalle 14,30 all’Abba Ballini di via Tirandi con il ministro Costa, ospite di un incontro aperto promosso dal Coordinamento comitati ambientalisti.

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