In 700 a Roma contro i voucher

Alcuni componenti della delegazione bresciana in corteo a Roma contro i voucher
Alcuni componenti della delegazione bresciana in corteo a Roma contro i voucher (BATCH)
Stefano Martinelli18.06.2017

Uno «schiaffo alla democrazia», una presa in giro, una «via clandestina» per reintrodurre quanto in precedenza eliminato. Questi gli slogan che sono risuonati nelle strade e nelle piazze di Roma durante la manifestazione nazionale indetta dalla Cgil per protestare contro i nuovi voucher, voluti dal governo Gentiloni a pochi mesi dalla cancellazione dei precedenti strumenti. Erano decine di migliaia le persone che ieri, in due diversi cortei partiti da piazza della Repubblica e da piazzale Ostiense e confluiti entrambi in piazza San Giovanni, hanno voluto lanciare un messaggio forte all’esecutivo sfilando con lo slogan «Rispetto! Per il lavoro, per la democrazia, per la Costituzione».

FRA DI LORO ERANO presenti anche settecento esponenti del sindacato bresciano, con la delegazione guidata dal segretario generale della Cgil di Brescia Damiano Galletti. «Il 20 aprile hanno abolito i buoni lavoro e alla vigilia del 28 maggio, giorno in cui si sarebbe dovuto tenere il referendum voluto da tre milioni di italiani, hanno pensato bene di reintrodurli - sottolinea Galletti -. Se possibile sono stati in grado di proporli in una veste anche peggiore di quella precedente, dato che per la parte che riguarda i contratti di lavoro occasionale la platea è stata ampliata a tutte le aziende sotto i cinque dipendenti».

Ulteriore elemento negativo, a detta del segretario generale della Cgil, «riguarda il fatto che la natura di queste prestazioni occasionali non sia stata specificata, lasciando quindi la porta aperta per l’utilizzo dei voucher in qualsiasi circostanza. Noi vogliamo un lavoro meno precario e più dignitoso, dove alle persone vengano garantiti tutti quei diritti che assenti con i buoni lavoro».

Più morbida invece la posizione sul «libretto famiglia», con lo strumento pensato per spesare lavori domestici o di affine natura. «Nella Carta dei diritti universali, che come Cgil stiamo promuovendo al fine di introdurla per far fronte al mutato contesto lavorativo italiano, abbiamo definito alcune metodologie per retribuire e garantire la contribuzione per questo tipo di occupazioni - spiega Galletti -. Non siamo però stati ascoltati a livello centrale».

Tra i 700 bresciani che hanno raggiunto la Capitale c’erano anche alcuni rappresentanti della Fiom, la categoria dei metalmeccanici «anch’essa colpita dall’iniquità dei voucher - conferma il segretario generale della sigla di Brescia Francesco Bertoli -. Già in passato tali strumenti sono stati utilizzati anche all’interno di aziende del settore metalmeccanico. Il nostro timore è che la strada intrapresa porti ad un impiego massiccio dei voucher».

MA L’OPPOSIZIONE della Cgil a questi strumenti va ben aldilà dei risvolti pratici. Per il sindacato infatti è in gioco il concetto stesso di lavoro e di diritti ad esso collegati.

«Con i voucher è un po’ come se io vendessi il mio lavoro, una sorta di transazione commerciale - evidenzia Bertoli -. Si sta cercando di destrutturare la natura stessa dei contratti volgendo verso una sempre maggiore precarietà». Alla manifestazione nazionale di Roma hanno preso parte anche cento militanti bresciani di «Articolo 1-Movimento democratico progressista», il partito guidato da Roberto Speranza che già in sede parlamentare aveva dato voto contrario all’introduzione dei «nuovi voucher».

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