Città Il vescovo accende l’Alfa Acciai: «Mai visto nulla del genere...»Città | Città

Il vescovo accende
l’Alfa Acciai: «Mai
visto nulla del genere...»

  Foto ricordo col vescovo di Brescia all’interno dell’area produttiva dell’Alfa Acciai FOTOLIVE/FABRIZIO CATTINAMonsignor Tremolada è rimasto colpito dall’organizzazioneTremolada ha inaugurato la riapertura della chiesa chiusa per 5 anni
Foto ricordo col vescovo di Brescia all’interno dell’area produttiva dell’Alfa Acciai FOTOLIVE/FABRIZIO CATTINAMonsignor Tremolada è rimasto colpito dall’organizzazioneTremolada ha inaugurato la riapertura della chiesa chiusa per 5 anni
Marta Giansanti 05.11.2018

«In tutta la mia vita non ho mai visto nulla di simile». È un vescovo di Brescia entusiasta e affascinato da ciò che ha potuto ammirare nella sua visita, in via del tutto eccezionale, all’interno del colosso bresciano Alfa Acciai. Una vera e propria «scoperta» dell’intero ciclo di produzione: dalle montagne di rottame in ferro – segno di un’economia circolare aziendale - alla cabina di comando del forno elettrico, dalla fusione alla colata continua fino a giungere alla laminazione a caldo, ultimo passaggio prima della trasformazione finale. «Una commistione tra l’elettronica e la meccanica. Una realtà, dalle immense dimensioni, governata dal progresso elettronico ma che richiede dell’indispensabile presenza dell’intelligenza e della professionalità umana», ha commentato il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada al termine del giro, guidato dal direttore generale Giuseppe Cavalli che ha definito la straordinaria visita del presule: «Un onore per l’intera azienda». UN INCONTRO VOLTO a cementare il ruolo dell’Alfa Acciai nel quartiere periferico di San Polo. «Da molto tempo cerchiamo di dimostrare la vicinanza alla città adottando misure concrete per garantire un’ottima convivenza ma soprattutto un’opportunità per molti cittadini», ha aggiunto il direttore generale. L’azienda, infatti, nacque nel 1954 quando l’area attorno era pura e semplice campagna. Fu a partire dal 1963 che vennero edificate le prime abitazioni, una trasformazione culminata con il boom edilizio degli anni ‘90 e lo sviluppo urbano del quartiere attuale di San Polo. Da allora le cose sono molto cambiate e lo stabilimento ha puntato sempre più sulla sicurezza e il rispetto dell’ambiente e, di conseguenza, dei suoi abitanti, 1.500 dei quali hanno trovato lavoro proprio al suo interno. Ora l’obiettivo è di aprire le porte anche a numerosi giovani dando la possibilità di partecipare a percorso formativi per introdurli e guidarli nel mondo del lavoro. «Una meta verso una cordiale partecipazione ed un interesse condiviso per entrambe le realtà. Sono certo che questo binomio diventerà una risorsa per l’intero quartiere. Perché a prima vista l’Alfa Acciai sembra rappresenti una minaccia ed un pericolo ma, guardandola con occhi più attenti, entrando a fondo nel suo lavoro di cura nei confronti dell’ambiente e dei suoi dipendenti, può certamente trasformarsi in una valida risorsa», ha commentato il vescovo dando grande speranza ai giovani di oggi. Una generazione che ieri è stata rappresentata da un gruppo di una decina di ragazzi, abituali frequentatori dell’oratorio antistante l’azienda intitolata alla Conversione di San Paolo. E la Chiesa parrocchiale è stata la successiva tappa del vescovo, chiamato ad inaugurarla dopo oltre cinque anni di inagibilità. «Da tanto tempo la vostra comunità attendeva questo momento», ha detto monsignor Tremolada ad una Chiesa gremita di fedeli «riaccendendo» in loro «la luce della santità» e celebrando la Santa Messa dal nuovo altare dedicato a san Paolo VI, un’opera degli studenti dell’Accademia di Santa Giulia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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