Il nome nel Famedio per 18 bresciani illustri

04.11.2017

Giovedì prossimo alle 15, secondo una consuetudine inaugurata due anni fa, al Famedio del Cimitero Vantiniano saranno iscritti i nomi di 18 personalità bresciane che durante la loro vita si sono distinte per il loro impegno nei più diversi ambiti della vita sociale, economica e culturale della città. Si tratta di Gino Corioni, Daniela Dessì e Alberto Folonari, scomparsi nel 2016, e di Danilo Allegri, monsignor Giuseppe Almici, Giovanni Battista Mozzoni, Stefano Bazoli, Laura Bianchini, Miro Bonetti, Vittorino Chizzolini, Franco Feroldi, Angelo Ferretti Torricelli, Beppe Frau, Eugenio Guarneri, monsignor Luigi Morstabilini, Oddino Pietra, Bortolo Rampinelli e Franco Tadini, scomparsi invece tra il 1980 e il 1989. Due anni fa erano state commemorate le personalità scomparse fra il 2000 e il 2014, e nel 2016 era toccato a quelle del decennio 1990- 1999. Quest’anno invece oltre ai morti illustri del 2016 è la volta degli scomparsi durante gli anni ’80. La scelta di risalire di anno in anno alle personalità scomparse nei decenni passati in una sorta di omaggio alla memoria civile di Brescia.

LA CERIMONIA di giovedì prossimo, aperta alla cittadinanza, prevede letture commemorative a cura dell’attore Luciano Bertoli e l’esecuzione musicale del coro Gospel «Golden Guys» diretto da Paola Milzani.

La creazione del Famedio cittadino non è recente, anche se solo negli ultimi anni si è deciso di dargli la struttura attuale. Già nel progetto originale del nuovo cimitero presentato nel 1855 da Rodolfo Vantini compariva la monumentale aula del Pantheon, definita «Sala nel- l’Emiciclo in fondo al Cimitero destinata a contenere i monumenti degli illustri bresciani», collocata appunto nell’emiciclo di chiusura del Campo Santo e in asse con il monumento a tronco di piramide del beato Giuseppe Bossini, il faro-lanterna e la chiesa di San Michele.

Quando nei primi anni del Novecento i lavori furono finalmente conclusi, in quell’ambiente trovarono posto il solo monumento a Gigola e il busto in bronzo del musicista Costantino Quaranta, opera dello scultore Domenico Ghidoni su commissione di Francesco Piazza. Eroso dall’inflazione il capitale dell’Ateneo che aveva promosso la creazione del Pantheon, venuto meno l’entusiasmo municipale per i «monumenti eccitatori delle future generazioni», come li definiva il presidente dell’Ateneo Gabriele Rosa nel 1886, l’edificio deputato a celebrare le patrie glorie rimase praticamente vuoto.

Nel marzo del 2015 la Giunta comunale ha deliberato di riprendere quella antica idea rimasta per oltre un secolo nel cassetto per rendere onore ai «cittadini benemeriti sono coloro che abbiano arrecato alla città particolare lustro e beneficio». La data della cerimonia annuale è stata fissata al 9 novembre, giorno della posa della prima pietra del Cimitero Vantiniano.

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