Il mistero
della telefonata
di Manuela

Manuela Bailo
Manuela Bailo
Mario Pari 13.08.2018

Su quei tabulati in cui, sempre più, sembra essere racchiusa almeno una grossa parte della verità viene mantenuto uno stretto riserbo. E lo stesso riserbo è riservato alle ultime telefonate effettuate da Manuela Bailo. Ufficialmente nessuno si sbilancia, ma l’attenzione degli investigatori continua a essere puntata soprattutto sui messaggi e sulle comunicazioni della 35enne scomparsa il 28 luglio scorso inviate con WhatsApp. Messaggi inviati a persone cui era legata in modo confidenziale, a differenza delle telefonate classiche, magari più formali. Così, quei messaggi sono finiti al centro dell’attenzione degli inquirenti per le presunte anomalie che presenterebbero. Anomalie evidenziate dagli stessi familiari della giovane scomparsa. Perché lo stile non sarebbe quello abituale. Per non dire della mancata risposta alla richiesta del responsabile professionale di chiarimenti su una pratica.

I TELEFONI in queste indagini hanno già dato risposte importanti attraverso le «celle» che hanno consentito di localizzare la posizione del cellulare di Manuela a Brescia dal 28 al 30 luglio. I primi tre giorni in cui la giovane è stata via da casa e in cui, appunto, ha inviato messaggi. Poi, il silenzio. Ci sono le immagini, sempre di quei giorni, delle telecamere posizionate in città che documentano il passaggio della Opel Corsa grigia di Manuela. Ed è stato diffuso il fotogramma della vettura ripresa mentre passa da via Triumplina. Un’indicazione piuttosto generica che, a quanto pare, non avrebbe consentito di procedere, fino a questo momento, ad approfondimenti e a ricerche più circoscritte. Quantomeno con particolare efficacia. Ma non è escluso che un contributo arrivi da una delle tante persone che hanno visto e condiviso l’immagine dell’auto o di Manuela stessa in questi giorni. Procura e carabinieri sono alle prese con un giallo in merito al quale - hanno detto - «non viene scartata alcuna ipotesi». Ma è stato anche fatto capire che non si sta brancolando nel buio.

APPARE CERTO che dopo la luce accesa dalle celle, come ampiamente emerso sin dai giorni scorsi, un apporto notevole arriverà dall’esame del materiale informatico prelevato giovedì scorso, nell’abitazione dell’ex fidanzato e di Manuela, in via Barcella a Nave. Lì erano posizionate telecamere che riprendevano gli interni 24 ore su 24. Telecamere collocate in seguito a un furto perpetrato nell’abitazione. Proprio nelle immagini registrate in casa si vede Manuela per l’ultima volta, prima della scomparsa. Al telefono. Con chi? Poi, solo i messaggi WhatsApp e tutto il carico di interrogativi che si portano addosso da quando sono stati digitati. Nessuna gita al lago di cui si parlava in quei messaggi, perchè l’auto è stata ripresa a Brescia. Cosa ci sia stato in quei giorni e nei più recenti rimane tutto da scoprire.

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