Il caldo soffocante
riporta Brescia
indietro di 15 anni

(PANNIR)
Mimmo Varone19.06.2017

Bisogna tornare indietro 15 anni, fino al 2003, per trovare un giugno caldo, asciutto e afoso come questo. Dopodichè, per quanto si vada a ritroso nell’ultimo mezzo secolo, più nulla di simile.

AFA E FORTE insolazione per tanti giorni consecutivi stressano uomini e animali, soprattutto spingono l’ozono su valori di rischio. Da sabato 10 a martedì 13 Arpa Lombardia ha rilevato concentrazioni tra i 181 microgrammi per metro cubo (ug/mc) della soglia di attenzione ai 240 del livello di allarme. Giovedì l’ozono era a 177 ug/mc. Le previsioni dicono che si resterà attorno a quei valori, bambini e anziani farebbero bene a non stare sotto il sole nelle ore più calde.

Quasi sempre giugno è stato sinonimo di piogge e temporali, che hanno mantenuto le temperature intorno ai 25 gradi e anche meno. Ora non è ancora finita la seconda decade e la media è arrivata a 29,3 gradi, valore che in 50 anni si conta sulle dita di una mano. Lo stesso del 2014, quando per due giorni, l’11 e il 12, il termometro è salito a 36, punta massima di una settimana intorno ai 34. Ma quella è stata un’altra storia, perchè è intervenuta una decade di tregua, con clima fresco intorno ai 25 gradi di massima e 14 di minima. Ora, mancando le piogge, non è escluso che si batta il il record del 2003, quando la colonnina di mercurio è stata costantemente sopra i 30 gradi dal 4 alla fine del mese con l’eccezione del 28 e 29 e la media è stata di 31,6 gradi.

Per il resto l’osservatorio meteo di Ghedi di rado ha registrato in giugno massime così persistenti sopra i 30 a metà mese. Negli ultimi 15 anni è capitato 8 volte nel 2015 e nove l’anno dopo, sei nel 2010, sette nel 2009, due nel 2007, altrettante l’anno prima, un giorno solo nel 2005 e sei nel 2004. Gli ultimi tre lustri sono stati i più caldi, con l’unica vera eccezione del 2011, quando ha piovuto tutti i giorni o quasi, e di rado il termometro è salito sopra i 25 gradi. Eccezione che nell’ultimo mezzo secolo era la normalità. La massima del ’99 ha collezionato una media mensile di 26 gradi. L’anno prima per tutta la seconda decade non si sono mai superati i 25 gradi. Temporali in abbondanza ci sono stati nel ’94 e nel 95 con massime mai sopra i 26 e 27 gradi. Il giugno del ’90, poi, è stato particolarmente freddo con 22 di media come l’89.

UN PO’ di caldo si è avuto nell’81 quando si sono raggiunti anche i 32 gradi. Nel 1975 non si è andati oltre i 28 gradi, nel ’74 e nel ’73 addirittura non oltre i 26. Normalità, appunto, certificata dalle medie climatiche degli ultimi 30 anni, che in giugno sono pari a 15 di minima di 15 e a 26 di massima. L’anomalia è quella che comincia a far capolino, sempre con maggiore frequenza, in questi ultimi anni. Temperature miti si sono avute grazie alla variabilità del meteo. In genere nel corso del mese si sono alternati periodi soleggiati e caldi a settimane temporalesche o comunque piovose con abbassamenti anche bruschi di massime e minime, che hanno bilanciato la media.

Ma ora non piove. Giugno 2017 è iniziato con sole pieno e 31 gradi, solo la settimana scorsa il termometro è sceso un po’ senza un gran sollievo. Il meteo prevede alta pressione stabile e sole infuocato fino alla fine del mese. Da sabato prossimo sarebbero previsti temporali, ma ciononostante il termometro continuerà a mantenersi sopra i 30 gradi fino al primo luglio. Se le previsioni si riveleranno azzeccate, con le nubi che nasconderanno il sole quantomeno dovrebbe attenuarsi il pericolo ozono. Già da una settimana le colonnine Arpa registrano su tutto il territorio il superamento dei 180 ug/mc della soglia di informazione. Da ricordare che oltre la soglia d’allarme anche un’esposizione di breve durata può comportare rischi per la salute umana. Perciò è bene che nelle ore di maggior insolazione (dalle 12 alle 16) i soggetti più deboli (ma anche tutti gli altri) non svolgano attività all’aria aperta.

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