Griffe «tarocche» da Brescia
a Genova. Sgominata
filiera milionaria del falso

L’attività della Guardia di Finanza di Genova ha coinvolto anche Brescia dove si producevano etichette
L’attività della Guardia di Finanza di Genova ha coinvolto anche Brescia dove si producevano etichette
P.BUI.16.01.2019

Viaggiava sul duplice asse Brescia-Genova e Milano-Genova il business milionario della contraffazione ricostruito e disarticolato dal primo gruppo della Guardia di Finanza di Genova con il supporto dei colleghi delle due province lombarde. L’OPERAZIONE denominata «San Paolo» ha scoperto che nella provincia bresciana (hinterland e Valtrompia), così come in quella meneghino, venivano fabbricati i clichè per la stampa a caldo delle etichette e la minuteria metallica con i loghi dei più importanti marchi delle case di moda. Oggetti che poi venivano venduti a gruppi di senegalesi o cinesi e assemblati nelle varie regioni. I prodotti, successivamente trasportati nel territorio genovese, venivano rifiniti e stoccati presso vari laboratori e depositi, al fine di soddisfare un’ampia platea di soggetti africani, prevalentemente attivi nella provincia di Genova. Falsi per un valore stimato dalla Finanza di 135 milioni di euro, oltre settecento posti di lavoro in meno e più di 41 milioni di euro di tasse evase. L’operazione, durata circa due anni e coordinata dalla Procura di Genova, ha portato a cinque divieti di dimora e a un obbligo di firma nei confronti di cittadini italiani, senegalesi e cinesi, sgominando una intera filiera della contraffazione di prodotti griffati. I militari hanno effettuato 110 perquisizioni in Lombardia, Campania, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria, da dove sono partite le indagini. Sotto sequestro sono finiti oltre due milioni di prodotti tarocchi che venivano venduti sia sulle bancarelle e per strada ma anche online, su internet e social network. NEL CORSO DELL’ATTIVITÀ, oltre ai prodotti contraffatti, sono stati sequestra 1.527 clichè, un personal computer portatile, un plotter industriale, una postazione di lavoro, una macchina per sottovuoto, un compressore, un forno industriale, due presse, un saldatore, macchine da cucire, punzonatrici e denaro contante. A Brescia, nello specifico, sono stati una cinquantina i finanzieri impegnati nei controlli. Nelle «sartorie del falso» sono stati sequestrati 1.600 capi d’abbigliamento (tra giubbotti e felpe) etichette, bottoni e tre macchine da cucire. I militari hanno anche fermato 5 senegalesi privi di permesso di soggiorno e un italiano di 43 anni trovato in possesso di 150 grammi di cocaina. •