Grande Bresciaoggi
Alla regìa Angelini:
va in scena la notizia

Grande Bresciaoggi. Alla regìa Angelini: va in scena la notizia
Grande Bresciaoggi. Alla regìa Angelini: va in scena la notizia
Mario Mattei 19.04.2018

«Su il sipario»: si va in scena. Come ogni mattina. Come ogni giorno. Sul palco di Brescia e del mondo: questo è Bresciaoggi, signori, e questo è il direttore per un giorno, mercoledì 18 aprile. Umberto Angelini dirige il Teatro Grande con maestria, oltre che con ottimi risultati: stavolta però non deve destreggiarsi tra l’acuto di un tenore o il virtuosismo di un violinista, ma con la stoffa di un gruppo di giornalisti chiamati ogni giorno a raccontare la città e la provincia al meglio. E si cala subito nella parte, affiancato nel suo percorso dal vicedirettore Riccardo Bormioli, particolarmente carico in queste giornata. Si parte con la consueta riunione mattutina, si chiude in prima serata con la prima pagina, i commenti e i saluti: sul palcoscenico della notizia, Umberto Angelini dimostra di saperci fare. LA GIORNATA SI APRE con il meeting in sala riunioni: lo studio del timone, la valutazione delle notizie. Apre Eugenio Barboglio e lascia subito il segno con la storia di largo Formentone e dello spazio lasciato libero dalla pensilina: sarà la nostra CR1, la prima pagina di cronaca? Affermativo, dice Angelini, subito nei panni del «regista» di giornata e pronto a ricordare come sia sempre stato colpito dal dibattito nato e cresciuto intorno a quest’area. Il clima è disteso: anche il Sovrintendente, come tutti gli ospiti che l’hanno preceduto, si trova a suo agio in mezzo alla nostra redazione; qualche battuta, il ricordo di un’amicizia nel momento in cui arriva l’ufficialità dell’assegnazione dell’incarico esplorativo a Maria Elisabetta Alberti Casellati («il figlio Alvise è direttore d’ochestra al Carlo Felice di Genova», dice Angelini) e poi in rassegna le altre notizie del giorno. C’è la festa della Polizia Locale; TravagliatoCavalli e la demolizione del ponte sulla A21; la giudiziaria, con l’omicidio Bonilla; ma c’è anche spazio per temi più leggeri, come le iniziative in città a favore degli amici animali o la sagra del «loertis» a Castelmella: un «Grande» panorama di fatti da seguire, analizzare, comprendere e raccontare. Angelini prende nota, non si perde nessun input, e dopo aver ascoltato i temi economici del giorno dal caposervizio del settore Carlo Cassamali, nel momento di prendere in esame le pagine sportive, ha subito una domanda: «E diamo spazio all’Inter, giusto, dopo la bella vittoria di ieri sera?». E così poi parte il racconto di quando, da bambino, guardava e riguardava i filmini in Super8 della squadra di Helenio Herrera: «Lì è nato il mio tifo per l’Inter, guardando le finali di Coppa dei Campioni, il gol di Jair, le prodezze di tutti quei grandi giocatori». E sì che lui, cresciuto ad Ascoli nell’altra squadra della città ovvero l’Elettrocarbonium, il talento in campo ce l’aveva tanto da essere scelto dal Milan: «Ma lì finì la mia carriera da calciatore». Applaude le iniziative del nostro giornale, il Trofeo Bresciaoggi e il Pallone d’oro dedicate al calcio giovanile e a quello dilettantistico («la parte migliore del calcio, e speriamo si conservi tale») e poi si tuffa insieme a Gian Paolo Laffranchi nelle pagine di cultura e spettacoli. Dove spicca il Festival Pianistico Internazionale che stasera approda a Brescia: è l’occasione per ricordare il maestro Benedetti Michelangeli, la sua aura magica e il talento di quello che è stato, parola di Angelini, «il miglior pianista italiano del secolo». E se lo dice lui, bisogna crederci. UNA VISITA alla redazione e la mattinata è già volata via: «Adesso ci tocca lavorare», si scherza, mentre l’appuntamento è fissato per il tardo pomeriggio per la decisione dell’impostazione sulla prima pagina. Ed ecco che si torna in scena anche per la seconda parte della giornata: prende corpo l’idea della foto per lo spazio di largo Formentone, mentre nella parte inferiore della pagina si materializza un richiamo «artistico» sul collegamento treno-metro in stazione. Particolarmente colpito, Umberto Angelini, lo è dal caso dell’omicidio della discoteca: la giovane età dei protagonisti, i motivi che hanno portato alla tragedia. E il titolo importante della parte superiore del giornale è dedicato a questo, mentre «monta» la notizia del bosco spianato a San Polo: e anche questo fatto, in verità davvero incomprensibile, trova la sua collocazione in evidenza. Non può mancare l’ultimo accenno al Festival: ed ecco la fotografia della violinista Viktoria Mullova, che proprio al Grande stasera suonerà. E cala il sipario sulla giornata da direttore di giornale, non solo da lettore appassionato di un «Grande» quotidiano. •

CORRELATI