Gioco e cellulare:
le nuove frontiere
delle dipendenze

Il disturbo dovuto al gioco d'azzardo è sempre più evidente e colpisce giovani e anziani. Cresce la preoccupazione per la dipendenza dei pensionati
Il disturbo dovuto al gioco d'azzardo è sempre più evidente e colpisce giovani e anziani. Cresce la preoccupazione per la dipendenza dei pensionati
Paola Buizza 06.12.2018

Dal vizio alla patologia il passo può essere breve. Le conseguenze, deleterie. In mezzo ci sta la dipendenza: l'incapacità di fare a meno di sostanze, cose e comportamenti. Un problema sociale trasversale, che colpisce ad ogni età. E così ci sono adulti che sperperano patrimoni con «Gratta e Vinci», slot machine e giochi d'azzardo online, anziani che danno fondo a modeste pensioni, ma anche giovani «zombie» attaccati allo smarphone. E non solo loro... NUOVE FRONTIERE sulle quali l'Ats Brescia è al lavoro con azioni e programmazioni che mirino a prevenzione, cura e riabilitazione grazie a una rete fra pubblico e privato. Lo strumento di ricognizione - e di verifica sull'efficacia dei servizi adottati - è l'Osservatorio Territoriale sulle Dipendenze, dal quale emerge che nel 2017 (ultimo dato disponibile) sono state 429 le persone - sulle 7.194 che si sono rivolte ai Servizi per le Dipendenze (Sert, Noa e Smi) - seguite per problemi dovuti al gioco d'azzardo, con un'età massima di 54 anni. Numeri che pur essendo in aumento rispetto alle altre tipologie di dipendenza, sottolinea il direttore generale dell'Ats Brescia, Carmelo Scarcella, non danno il quadro esatto della patologia: «Dal 2016 al 2017 c’è stato un incremento del 10, 12 per cento di persone prese in carico. Riteniamo ci sia una notevole sommersione del fenomeno, stimiamo che le persone siano qualche migliaia». Giocatori che dall'oggi al domani si ritrovano in un tunnel fatto di problemi finanziari, irritabilità, perdita di lavoro. Sempre più inclini alla menzogna, verso amici e familiari, imbrigliati nella ricerca di un sogno di gloria e catapultati in quella che per molti diventa una vera e propria patologia. «Basta entrare in una qualsiasi tabaccheria e vedere quanti anziani giocano ai Gratta e Vinci per rendersi conto del problema», spiegano Scarcella e Annamaria Indelicato, direttore sociosanitario di Ats Brescia. Per questo Ats ha attivato una serie di azioni per creare maggiore sensibilità. «In quest'ottica si inserisce l'accordo sottoscritto con i sindacati dei pensionati, per raggiungere gli anziani, categoria che a nostro avviso è particolarmente esposta a questo pericolo», spiega il direttore generale. «Grazie ai finanziamenti di Regione Lombardia - 8,5 i milioni stanziati contro il gioco d'azzardo, di cui 855mila destinati a Brescia - aggiunge Indelicato - Ats investirà in residenzialità, prevenzione, informazione nelle scuole e nei Comuni». L'altra frontiera che l'Ats dovrà affrontare è quella della dipendenza dai dispositivi elettronici, come gli smartphone. «Può insorgere precocemente, molto prima di tutte le altre perché ci sono genitori che per motivi di sicurezza dotano bambini di 8 anni del telefono cellulare. Se non vi è una educazione all'uso, e alle conseguenze dell’abuso, possono nascere problemi, in futuro». Al momento non ci sono dati sulla presa in carico per questo genere di dipendenza, ma «avrà ricadute significative», concorda Maria Angela Abrami, responsabile Disagio e Marginalità sociale che auspica una formazione specifica anche per i pediatri, al fine d’intercettare segnali. C’È POI LA dipendenza da alcol «una delle più rilevanti e insidiose, perché la sostanza è legale, non sottoposta alle limitazioni attivate come per il contrasto all'uso di sostanze stupefacenti» spiega Scarcella. «Riteniamo che i numeri dell'Osservatorio - 1317 alcoldipendenti - non sia rappresentativo della dimensione reale del fenomeno, spesso sottovalutato dagli interessati e dal contesto famigliare, come il gioco d'azzardo». I problemi di tabagismo hanno riguardato 91 pazienti, mentre il grosso delle dipendenze è costituto dalle sostanze illegali: «C'è una particolare vocazione per l'uso di oppiacei - se consideriamo la popolazione complessiva dei 3037 soggetti presi in carico - seguita da cocaina e cannabinoidi. Ma quando si parla di "popolazione generale" si fa principalmente riferimento ai pazienti storici. Se guardiamo ai nuovi presi in carico, lo scenario si modifica: la prima sostanza diventa la cocaina, seguita da cannabinoidi e oppiacei. C'è stato un cambiamento degli usi - conclude il direttore generale: - In passato il tossicodipendente era l'emarginato, che viveva al confine della società. Oggi chi fa uso di sostanze è dentro il sistema, ha lavoro e anche famiglia». •

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