Francesca Bazoli
al vertice
di Brescia Musei

Francesca Bazoli è stata scelta dal cda per guidare la Fondazione
Francesca Bazoli è stata scelta dal cda per guidare la Fondazione
Eugenio Barboglio 11.09.2018

Brescia Musei da ieri ha un nuovo presidente: Francesca Bazoli. Massimo Minini le ha ceduto il testimone, e sarà la figlia di Giovanni, ex numero uno di Intesa, a guidare la Fondazione nel secondo quinquennio di Del Bono. Non è una gallerista né una che si occupa di arte per professione, fa l’avvocato, è amministratore in realtà bancarie (Ubi) e società (Editoriale bresciana); non ci sarà da aspettarsi una interpretazione della presidenza alla Minini. Bazoli è di nomina comunale, e il presidente è dal mazzo dei selezionati da Del Bono che deve arrivare. Per Statuto. Inutile dire della rilevanza del nome Bazoli a Brescia. Qualcuno evocherà i poteri forti, ma qui si parla di un incarico nella cultura e per di più gratuito. Minini aveva lasciato prima delle elezioni amministrative. L’addio l’aveva annunciato il giorno dell’inaugurazione della mostra «Tiziano e il Cinquecento». Poi la formalizzazione delle dimissioni arrivò ai primi di luglio. Da quel momento la Fondazione è stata senza presidente, con tante ipotesi che correvano nei corridoi e Barzellotti a tirare le fila. Ma non era una vacanza che poteva mettere in crisi la Fondazione. Le chiavi operative le ha il direttore Dicorato. Alla fine dunque il cda ha scelto Bazoli. Formalmente sono i consiglieri a nominare il presidente, ma i consiglieri di maggioranza li nomina il sindaco, e dunque la scelta, che è avvenuta all’unanimità, è certamente anche in sintonia con primo cittadino e assessore alla cultura.

NON È SEMPRE stato l’unico nome sul tappeto quello di Bazoli, ma certo da diverse settimane le alternative avevano perso molto quota. Tuttavia erano circolati altri nomi, più o meno credibili. Il primo a spuntare era stato quello di Umberta Gnutti Beretta, impegnata anche col Poldi Pezzoli di Milano, e collezionista. Poi invece l’ago della bilancia si è spostato sul notaio Mario Mistretta, già presidente dell’istituto previdenziale dei notai italiani e poi su Bruno Barzellotti, anche lui notaio e anche lui nella sfera del centrosinistra non da ora. Ieri è stato lo stesso Barzellotti, in qualità di consigliere anziano, a proporre il nome di Bazoli al cda. Al termine, l’uscente Minini, ha rivolto due parole di saluto alla nuova presidente. Il primo fascicolo sul tavolo di Bazoli è quello della direzione. Tempo pochi giorni e scade il contratto di Luigi Dicorato. Un problema dell’amministrazione comunle e Fondazione, che nel caso di chiusura del rapporto dovrà attivarsi per aprire un nuovo bando. Operazione che non si espleta in quattro e quattr’otto. Ecco perché è più che probabile che la decisione sulla direzione slitti di qualche mese, e che Dicorato sia prorogato fino alla fine dell’anno per avere il tempo di sondare il mercato dei manager dell’arte e capire che disponibilità e che qualità c’è in giro, e predisporre il bando. Ma il direttore potrebbe rimanere, anche se il sentore è che accarezzi volentieri l’idea di fare nuove esperienze. Il suo rapporto termina il 28, e per fine mese è fissata la prossima riunione del consiglio di amministrazione, la prima presieduta da Bazoli.

FRANCESCA BAZOLI, 50 anni, è quindi il secondo presidente del nuovo corso di Brescia Musei, quello, per capirsi, della riforma sancita col nuovo «pesante» statuto che ha consegnato alla Fondazione per 20 anni il grosso del patrimonio museale e monumentale della città. Minini infatti era rimasto in sella anche dopo l’uscita di due soci storici come Fondazione Cab e Camera di commercio e il turnover di consiglieri legato alla minirivoluzione statutaria. Erano i primi mesi del 2016 e da allora nulla è cambiato nella governance fino ad oggi, fatto salvo l’ingresso di Silvano Franzoni, storico dirigente dell’assessorato alla Cultura del Comune, che andato in pensione è stato subito cooptato in cda. L’assessore alla cultura e vicesindaco Laura Castelletti ha detto: «Ho visto crescere l’impegno di Francesca Bazoli a favore di Brescia Musei e mi fa molto piacere che abbia dato la sua disponibilità. Anche se si tratta di una persona molto diversa da Minini sono convinta che anche con lei la Fondazione crescerà. Ringrazio Minini e anche Barzellotti per la supplenza esercitata in questi mesi».

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