Folgorato sul cestello
a 8 metri d’altezza:
è in rianimazione

Nella foto di Bruno Bailo tutta  la drammaticità dell’infortunio
Nella foto di Bruno Bailo tutta la drammaticità dell’infortunio
M.P. 14.11.2018

Il cestello che prendeva fuoco, a otto metri d’altezza, e lui che non poteva fare nulla per scendere. Sono stati i vigili del fuoco a spegnere le fiamme che hanno ustionato un 45enne bresciano ieri mattina, intorno alle dieci in via Tirandi.

LE CONDIZIONI del giardiniere sono piuttosto gravi al punto che è stato ricoverato in prima rianimazione al Civile e oggi verrà trasferito a Milano al centro grandi ustionati. Le cause della vicenda sono da chiarire con precisione, anche se è evidente che la scarica elettrica è partita dai cavi dell’alta tensione, poco distanti dal carrello elevatore. L’ustionato è un bresciano che lavora come manutentore del verde. A far luce sulle cause dell’infortunio sul lavoro saranno i funzionari dell’Ats arrivati sul posto con la Volante inviata dalla Questura. Tra le ipotesi prese in considerazione quella che la scarica possa essere partita senza che la motosega impugnata dal manutentore abbia toccato i cavi dell’alta tensione. Solo, quindi per la vicinanza. Ma a prescindere dalle cause, la certezza è che il carrello è rimasto bloccato perché hanno preso fuoco proprio i comandi e la relativa colonnina. Il primo passaggio, da parte dei vigili del fuoco è quindi stato quello di spegnere le fiamme. Poi il 45enne è stato tratto in salvo e portato in ospedale dal personale sanitario inviato dalla centrale Areu. Inizialmente è stato ricoverato in codice giallo, ma poi le sue condizioni sono apparse più gravi e il codice è diventato rosso. Nella zona il fatto è stato vissuto con apprensione. «Si è sentita - racconta Bruno Bailo, residente in via Tirandi - un’esplosione. Sono corso in strada a vedere cosa fosse successo e ho notato le fiamme dal cestello in cui si trovava l’uomo. C’era tanta gente che correva e le macchine parcheggiate non rendevano semplici le operazioni di spegnimento e salvataggio. Ma i vigili del fuoco ce l’hanno fatta. Inizialmente il giardiniere faticava a rispondere, poi si è ripreso». Nel frattempo però l’esplosione ha lasciato il segno. «Nella zona - conferma Bailo - nel pomeriggio erano ancora spenti alcuni lampioni e ci sono state difficoltà con i telefoni». La Camera del Lavoro di Brescia ha ricordato i due gravi infortuni sul lavoro avvenuti in altrettanti giorni. Il primo è quello di lunedì mattina, a Ponte San Marco, dove un 20enne è stato travolto da un pesante blocco di vetro staccatosi improvvisamente dal supporto che lo tratteneva. Il secondo è quello di stamattina a Brescia. La camera del lavoro ha segnalato poi la morte di due operai avvenuta ieri a Taranto dove due operai sono morti cadendo da un cestello elevatore durante i lavori di ristrutturazione di un edificio. «Riportando- riferisce la nota - i dati raccolti dall’osservatorio Salute e Sicurezza della Cgil Brescia, a livello nazionale fino al 30 settembre 2018 sono stati 834 i lavoratori che hanno perso la vita (65 in più rispetto al 2017), mentre in Lombardia si registrano 113 morti per il lavoro (erano 94 nello stesso periodo dell’anno precedente). Brescia, dall’inizio dell’anno ha visto ben 17 infortuni mortali. Inoltre, nella nostra provincia, crescono in tutti i settori le denunce per infortuni, la media è di 44,6 al giorno». • M.P.

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