«False revisioni»,
sospesi otto
dipendenti

La sede della  Motorizzazione Civile in via Grandi nella zona industriale di Brescia FOTOLIVE
La sede della Motorizzazione Civile in via Grandi nella zona industriale di Brescia FOTOLIVE (BATCH)
07.12.2017

Mario Pari

Era tutto molto, troppo veloce. Secondo l’accusa quelle revisioni andavano fatte in modo molto diverso. Per rispetto della legge e per evitare pericoli. Così sono arrivate otto sospensioni ad altrettanti dipendenti della Motorizzazione Civile di Brescia e Bergamo. Le ipotesi di reato riguardano fatti che sarebbero avvenuti solamente in provincia di Brescia, ma nel frattempo uno degli indagati è stato trasferito a Bergamo. I provvedimenti vanno da due a otto mesi e riguardano:P.A., R.B., V. D.D., O.I., A.M., V.M., L.R. e M.V. tutti residenti in provincia di Brescia. L’INDAGINE ha preso il via dalla revisione superata di un’auto che di fatto risultava essere stata modificata un po’ ovunque. La procura e un maresciallo dei carabinieri hanno quindi deciso di procedere a un accertamento. Il risultato? Revisioni che secondo quanto emerso dagli accertamenti di investigatori e inquirenti non richiedevano più di cinque minuti. Revisioni che sarebbero state eseguite senza nemmeno aprire la buca d’ispezione, riservata ai mezzi pesanti. Non ci sarebbe poi stato nessun controllo dei fumi e in alcuni casi le auto non sarebbero passate per le linee di ispezione, ma raggiungevano direttamente il punto in cui sarebbe stato dato al proprietario il bollino che attesta l’avvenuta revisione. Gli investigatori hanno proceduto quindi all’installazione di video camere per monitorare il modo in cui venivano svolte le revisioni. E si è deciso di procedere, in particolare al monitoraggio dei camion. Le immagini, secondo quanto stabilito dalla procura si rivelavano tali da stabilire l’irregolarità di centinaia di revisioni eseguite sui camion. Sono ben 311 quelle che la procura, sulla base degli accertamenti svolti attraverso le telecamere posizionate dai carabinieri della compagnia di Breno, che hanno condotto le indagini, non sarebbero state eseguite nel rispetto della legge. Ci si sarebbe limitati, da parte degli indagati, a svolgere solo controlli visivi e in alcuni casi dei freni. Nessun dubbio poi sulla identità di chi attestava la regolarità delle revisioni. UNA SITUAZIONE che per gli investigatori esponeva ad un’alta pericolosità poiché «l’omessa revisione completa, soprattutto con riferimento a trattori stradali e mezzi pesanti che normalmente compiono lunghi tragitti e sono sottoposti a forti stress meccanici, è particolarmente pericolosa ai fini della sicurezza stradale, messa a repentaglio dalla mancanza delle prescritte procedure, certificative dell’affidabilità dei mezzi». Ora quindi è stata data esecuzione al provvedimento di sospensione dei dipendenti che nei prossimi giorni potranno fornire la loro versione nel corso dell’interrogatorio di garanzia. L’accusa per tutti e otto è di falso ideologico in atto pubblico. Accuse che, appunto, sono da ricondurre a una situazione molto delicata e carica di rischi. Necessario quindi far luce sul livello e sulla regolarità delle revisioni, specialmente in una provincia come quella bresciana in cui il trasporto su gomma delle merci ha dimensioni particolarmente rilevanti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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