«Ero disperato, ma non volevo far male»

I carabinieri nelle fasi immediatamente successive alla liberazioneIl pm Roberta Panico, titolare delle indagini sul sequestro
I carabinieri nelle fasi immediatamente successive alla liberazioneIl pm Roberta Panico, titolare delle indagini sul sequestro
Mario Pari 19.01.2019

«Ero disperato, non volevo fare del male». Abdeleouahed Haida, responsabile del sequestro lampo di Mirko Giacomini, è stato interrogato ieri mattina dal pm Roberta Panico. E assistito dai legali Elisabetta Zambon e Patrizia Brambilla ha risposto al magistrato fornendo la propria versione dei fatti. Ma, sempre ieri, anche Angela, la moglie(separata da qualche mese) del sequestratore arrestato dai carabinieri, è stata sentita in procura. Tutto per consentire al magistrato e agli investigatori di ricostruire una vicenda che si è conclusa senza gravi conseguenze, ma che avrebbe potuto averne. ABDELEOUAHED HAIDA era in possesso di una pistola, una scacciacani, e ieri l’ha usata. Ha sparato e a quanto si è appreso, convinto che si trattasse di un’arma vera. Colpi esplosi contro la moglie e contro quello che considerava un rivale in amore. Il momento più drammatico dei due giorni che hanno tenuto in ansia non solo la Valsabbia, sono stati sicuramente quelli vissuti intorno alle 20 di giovedì. Per Abdeleouahed Haida era arrivato, a quanto pare, il momento della resa dei conti. Il momento in cui fare chiarezza su quella che secondo lui era la relazione esistente tra la moglie, da cui viveva separato da qualche mese e Mirko Giacomini. Relazione che è stata smentita dalla donna e dalla vittima del sequestro. Quest’ultimo ha ammesso «una simpatia» c’è stato qualche passaggio a casa dopo il lavoro. Nulla più. Ma evidentemente per Haida le cose stavano andando diversamente e per questo ha prima sequestrato MirKo Giacomini, poi è passato alla seconda arte del piano, quella che con ogni probabilità per lui rivestiva maggior importanza: un confronto a tre. Prima, però è rimasto per un giorno e mezzo nello spazio del sottotetto dell’abitazione in cui aveva vissuto fino a qualche mese prima con la moglie, a Castello di Villanuova sul Clisi. Un giorno e mezzo trascorsi con il terrore da parte della vittima del sequestro, qualche bottiglia d’acqua e un’attesa che si è interrotta improvvisamente due sere fa. Quando Haida ha costretto Giacomini a scendere dal sottotetto e ha suonato il campanello di casa. La moglie quando l’ha visto ha cercato d’impedire l’ingresso e di chiudere la porta. Tutto è stato invano. Con la forza e impugnando la pistola il sequestratore è riuscito a entrare e a costringere a entrare anche Mirko Giacomini. QUELLO CHE DOVEVA essere un chiarimento si è trasformato poco dopo in una colluttazione, con la donna che, secondo la ricostruzione investigativa sarebbe stata percossa. Fino all’esplosione dei colpi di pistola. L’arma sarebbe stata puntata verso il collo e verso la testa della donna mentre venivano esplosi i tre colpi di pistola. Solo in quell’istante Haida si sarebbe reso conto d’essere in possesso di una scacciacani che poi avrebbe puntato, sparando, anche contro Mirco Giacomini. Una situazione quindi che ha rischiato di diventare pesantissima, irreversibile. È stato poi il maresciallo Francesco Santonicola, comandante della stazione dei carabinieri di Gavardo a convincere Abdeleouahed Haida a consegnarsi alla giustizia. Solo in quell’istante è stato possibile considerare concluso un intervento scaturito da un elemento a dir poco inquietante: l’esplosione di colpi di pistola in un’abitazione. Colpi che dall’esterno non si poteva dire fossero quelli di una scacciacani o di un’arma in grado di uccidere. L’interrogatorio della moglie di Haida, ovviamente come persona informata sui fatti, si è concluso nel primissimo pomeriggio. Fino a poco dopo la mezzanotte di giovedì era invece stato sentito Mirko Giacomini. Ora Abdeleouahed Haida è atteso dall’interrogatorio di convalida dell’arresto. Ma altro deve essere chiarito in questa vicenda, forse anche attraverso sopralluoghi degli inquirenti a Villanuova sul Clisi nei prossimi giorni. Affinchè la ricostruzione di questo sequestro passionale sia sempre più dettagliata. • © RIPRODUZIONE RISERVATA