Edilizia, il lavoro
è garantito ma
non piace più

Da sinistra Antonio Crescini, Vincenzo Regis, Adriano Baffelli, Paolo Bettoni, Raffaele Merigo e Sara Piazza
Da sinistra Antonio Crescini, Vincenzo Regis, Adriano Baffelli, Paolo Bettoni, Raffaele Merigo e Sara Piazza
Marta Giansanti 17.01.2019

Un’evoluzione tecnologica e un settore al passo con i tempi. L’edilizia ha preso una nuova strada verso un’innovazione 4.0. È assai lontana, quasi dimenticata, l’epoca in cui si lavorava, con poche tutele per la sicurezza, con badile alla mano a sollevare sacchi di cemento da 50 chili. Ora il comparto viaggia su nuovi livelli, sfrutta le potenzialità tecnologiche, applica programmi computerizzati la cui conoscenza è divenuta ormai indispensabile, su una lista sempre più lunga di nuovi materiali avanzati. «Non è più l’impiego faticoso di una volta, oggi il vero compito dell’operatore è la perizia tecnica, indispensabile e assai complessa perché deve tener conto delle nuove normative, dell’utilizzo di materiali rispettosi dell’ambiente per garantire un’economia circolare e di elementi sostenibili basati sul rendimento energetico. Oggi il tecnico deve essere più preparato che mai», ha sottolineato Antonio Crescini, direttore della Scuola Edile Bresciana di via della Garzetta 51 nel quartiere di Mompiano.

UNA SCUOLA che, negli ultimi anni, fa fatica a decollare nonostante il comparto sia in acclarata carenza di manodopera: l’età media attuale dei muratori si aggira tra i 42 e i 54 anni e non così lontano è atteso un turn over con operatori di nuova generazione con competenze più specifiche. Secondo le ultime stime nei prossimi due anni le imprese edili nel Bresciano apriranno circa 2000 posizioni mentre in questo primo bimestre (rilevazione del Sistema Excelsior delle Camere di Commercio) saranno richieste figure professionali pari al 21% del totale dei nuovi occupati. «Stiamo assistendo ad una ripresa del settore, sono molte le imprese che si rivolgono a noi nella ricerca di nuove leve ma facciamo fatica a garantire la domanda», rivela il geometra Paolo Bettoni, vicepresidente dell’Eseb (Ente Sistema Edilizia Brescia) in seno al quale è attiva la scuola che oggi può contare solo una quindicina di iscritti ai corsi, contro una media di 75 registrata un decennio fa. «C’è un retaggio culturale difficile da scardinare - ha spiegato Raffaele Merigo, vicepresidente di Eseb in rappresentanza del sindacato dei lavoratori -. Nell’immaginario collettivo gli operatori edili sono ancora i vecchi manovali ma la realtà attuale è ben altra con un settore dalle sempre maggiori potenzialità, con programmi didattici ed esperienze pratiche eccellenti». «Una visione sbagliata di questa professione - ha aggiunto Sara Piazza, anch’essa vicepresidente di Eseb per il sindacato dei lavoratori -, considerata di serie B e dedicata a chi non ha voglia di studiare. Un passaggio culturale è il nostro primo obiettivo perché venga recepito che studiare qui rappresenta un investimento per il futuro, con competenze e professionalità elevate e molto richieste». A tal proposito cinque imprese dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) hanno garantito l’assunzione dei cinque migliori ragazzi che si diplomeranno nell’anno 2021/2022, ma «è quasi certo che gli ingaggi riguarderanno tutti gli iscritti data l’elevata domanda». Per info sui corsi www.eseb.it.

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