E anche il piccolo Ivan si è arreso: ad agosto aveva preso la «serratia»

Una delle culle termiche in cui sono ricoverati i neonati prematuri
Una delle culle termiche in cui sono ricoverati i neonati prematuri
GIU.S.12.01.2019

Alla fine il suo piccolo cuore ha ceduto, stressato dal ricovero e dai tanti mesi passati in reparto dopo aver contratto il virus della «serratia marcescens». Così ieri pomeriggio, mentre a Costa Volpino si piangeva Marco morto un mese dopo la nascita il 5 gennaio, anche Ivan ha smesso di lottare per la vita. Il neonato era stato colpito dal batterio in agosto insieme a Paolo e ad altri otto bambini. Ivan, secondo quanto si è potuto accertare, era rimasto in ospedale e da tempo ora era ricoverato in terapia intensiva pediatrica. NATO A LUGLIO prematuro, ha contratto il batterio di agosto, uscendo dal reparto solo due giorni ad ottobre per essere poi ricoverato in terapia intensiva pediatrica fino a ieri. Non si esclude che i genitori chiedano approfondimenti sulla morte, magari verificando se il peggioramento avuto possa essere collegato in qualche modo con i tre neonati morti in una settimana. I genitori di Ivan, infatti, avrebbero confermato come il figlio sia peggiorato visibilmente nelle ore in cui morivano in reparto Marco e Cristian. Particolari che la Procura dovrebbe valutare, chiedendo di approfondire anche le ragioni di questa morte. Quel che è certo è che il piccolo fosse stato infettato dalla serratia ad agosto, riuscendo però a superare il periodo più critico. L'infezione da Serratia marcescens che ad agosto ha causato la morte del neonato ricoverato al Civile è tra le più diffuse tra quelle provocate dal batterio. Il batterio si sviluppa nell'intestino di uomini e animali, ed è un microrganismo particolarmente temuto in terapia intensiva neonatale.