Dopo dieci anni
le Tre Torri cercano
ancora gli inquilini

Una veduta del centro direzionale Tre Torri di via Flero, ancora in cerca di inquilini
Una veduta del centro direzionale Tre Torri di via Flero, ancora in cerca di inquilini
Davide Vitacca 06.12.2018

Le Tre Torri di via Flero dominano sullo skyline urbano da quasi dieci anni. La più settentrionale, tuttavia, non è mai stata inaugurata, mentre le altre due sorelle hanno faticato parecchio a trovare privati disposti a trasformarle nel proprio quartier generale. Il sogno di volare alto sopra il cielo della città non si è mai avverato pienamente e le ambizioni che indussero ottimisticamente a considerarle strategicamente appetibili sono state in parte disattese. REALIZZATO tra il 2004 e il 2009 dal costruttore Galeazzi (in società con Lonati) per offrire ambienti di lavoro all’avanguardia unendo estetica del design e funzionalità tecnologica, il centro direzionale in vetro e alluminio che svetta a pochi passi dalla tangenziale Sud è occupato soltanto per il 60% circa della propria volumetria complessiva. Quarte nella classifica dei grattacieli più alti della Leonessa (75 metri per 14 piani ciascuna) e dotate nel complesso di 49 unità di 150 metri quadrati ciascuna, (per una superficie totale di oltre 23mila mq) le tre gemelle hanno fin da subito faticato a trovare inquilini, costringendo la proprietà — la Morgante Immobiliare del Gruppo Lonati — a fare i conti con una realtà molto meno rosea rispetto a quella ipotizzata al momento della posa della prima pietra: le proposte di vendita o di locazione, inizialmente pensate per assecondare una domanda cospicua, sono state inevitabilmente frammentate e dilazionate nel tempo. Rimasta desolatamente vuota fin dal giorno dell’inaugurazione è la torre nord, il cui portone di ingresso sigilla tutt’oggi un androne sempre più coperto di polvere. Accanto, l’edificio basso e più settentrionale dell’intero complesso ospita al livello sopraelevato un ristorante e una scuola di danza; lo spazio situato al piano inferiore risulta invece chiuso da più di un anno. La condizione migliore la vive invece la torre centrale, ai cui piedi si sono installati (nei corpi di fabbrica che si sviluppano orizzontalmente a piano terra) un parrucchiere, un fisioterapista e un bar: il terzo e il quarto piano ospitano gli uffici del gruppo assicurativo Allianz, mentre dal quinto al nono i locali accolgono una delle sedi italiane di Engineering Spa, società romana di progettazione software; gli altri piani occupati sono l’undicesimo (Küttner Savelli Srl), il dodicesimo (la finanziaria Mittel e la Coram) e il quattordicesimo (che ospita un ristorante con vista panoramica). Nel limbo è invece la torre sud, alla cui base si sono installati un asilo nido bilingue, una palestra di fitness e un centro estetico: sfitti i primi quattro piani, in «funzione» tutti gli altri ad eccezione dell’ultimo. Interpellata in merito alle prospettive di rilancio, la proprietà ha espresso fiducia nei confronti del graduale risveglio del mercato. «Abbiamo attraversato indubbiamente un periodo difficile, ma da almeno un paio di anni si è verificata una lieve ripresa. Ne è prova il fatto che due delle tre torri hanno ormai pochi locali sfitti», ha sottolineato un portavoce della società. Ottimismo che lascia ben sperare per il destino della torre nord, la quale potrebbe presto uscire dal lungo letargo e aprire finalmente i battenti ai tradizionali insediamenti terziari. «Nell’ottica di una più accurata gestione dei costi di mantenimento, prima di farla partire attendiamo che gli altri due grattacieli vengano pienamente occupati. Ora attendiamo comunque confortanti sviluppi», hanno comunicato, ricordando gli sforzi fatti per non far precipitare lo stabile nel degrado. «Abbiamo sempre garantito una costante opera di manutenzione, per far sì che la struttura possa essere immediatamente fruibile», ha spiegato il Gruppo Lonati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA