Da Parigi a
Londra
sui pedali

Delia Belloni e Sara Cristelli lungo il percorso verso Londra
Delia Belloni e Sara Cristelli lungo il percorso verso Londra
Carlotta Mingardi 10.08.2018

Nessuno viaggia per il mondo allo stesso modo. C’è chi ama volare e chi invece parte a piedi, come la viaggiatrice piemontese Darinka Montico, che in WalkaboutItalia (letteralmente «camminando per l’Italia»), risale la penisola dalla Sicilia al Piemonte, «senza soldi, raccogliendo sogni». C’è anche chi, come le bresciane Delia Belloni e Sara Cristelli, preferisce la «giusta lentezza» del pedalare. Le due amiche hanno viaggiato da Brescia fino a Parigi con il treno, poi in sella dal nord della Francia all’Inghilterra, passando per Cercy, Gournay-en-Bray, Dieppe, Newhaven, Crawley arrivando infine a Londra. Due ragazze on the road. Da dove nasce l’idea di questo viaggio? «Ci attraeva l’idea di vedere due grandi capitali europee, ma volevamo che diventasse un viaggio vero e proprio, goderci e guadagnarci ogni momento, ogni cambiamento nel paesaggio, ogni punto di arrivo. Da qui è nata l’idea della bici: ha la giusta velocità, più veloce del piede, ma pur sempre umana. Permette di vedere il mondo attorno senza perdersi alcun dettaglio. Così abbiamo cercato eventuali percorsi: dopo le olimpiadi di Londra nel 2012, è stata creata una linea di piste ciclabili che collega diverse città europee. Questo ci permetteva di vedere due grandi capitali, due paesi diversi, attraversando tutto a passo lento, avvicinandoci e allontanandoci, dalla campagna alla capitale, passando per città e paesini, notando quando la lingua cambiava, quando cambiavano i prodotti nei supermercati, cosa compravano le persone di volta in volta, osservando le loro abitudini. Un’esperienza che, viaggiando in treno o in aereo, molte volte si perde». Come vi siete organizzate per le tappe intermedie? «Ci sono vari modi di affrontare il percorso, il sito Verde-natura.it per esempio offre molte idee di viaggio. Puoi andare all’avventura e prenderti cura individualmente di ogni dettaglio; puoi, come abbiamo fatto noi, disegnare il tuo viaggio, noleggiare le bici a Parigi e poi restituirle a Londra; oppure, come scelgono alcuni, fare una sorta di viaggio organizzato, con guida, alloggi prenotati e qualcuno che si preoccupa di farti trovare i bagagli in stanza. Noi volevamo viverci il nostro viaggio in tranquillità, quindi abbiamo noleggiato le bici, invece di portarle dall’Italia. Ma per il resto, il tempo l’abbiamo dato noi, in base alle nostre forze e ai nostri desideri. Ogni sera facevamo il conto dei chilometri, di quanto avremmo potuto fare il giorno dopo: in base a questo abbiamo deciso dove prenotare gli alloggi. Le uniche cose che abbiamo prenotato davvero prima di partire, sono state le notti a Parigi, e l’alloggio a Newhaven, la prima tappa in Inghilterra. Il resto l’abbiamo costruito strada facendo». Che cosa vi ha colpito di particolare, lungo il percorso? «Sembrerà banale, ma il roaming. Funziona ovunque, cambia il tuo modo di rapportarti al paese che stai attraversando. Unisce, ti fa sentire di essere parte di qualcosa. Forse suona esagerato, ma in un periodo storico come questo, sentire di avere una connessione, in tutti i sensi, col luogo in cui sei, anche se all’estero, non è scontato. Ti fa sentire in Europa, ma anche a casa. Come dovrebbe essere». Un ricordo di questo viaggio? «I campi di granturco, così belli da sembrare finti. Invece sono veri: e sono bellissimi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA