Città Coldiretti, Ettore Prandini leader nazionaleCittà | Città

Coldiretti, Ettore
Prandini leader
nazionale

Ettore Prandini, classe 1972, è arrivato ai vertici di Coldiretti con una forte esperienza territorialeAl fianco del nuovo leader nazionale di Coldiretti, la giunta confederale più giovane di sempre
Ettore Prandini, classe 1972, è arrivato ai vertici di Coldiretti con una forte esperienza territorialeAl fianco del nuovo leader nazionale di Coldiretti, la giunta confederale più giovane di sempre
Claudio Andrizzi 08.11.2018

San Martino porta un bresciano al vertice della Coldiretti: il nuovo presidente nazionale dell’organizzazione agricola è Ettore Prandini, eletto all’unanimità dai delegati di tutte le regioni riuniti in assemblea nella sede di palazzo Rospigliosi a Roma. Al suo fianco, la giunta confederale più giovane di sempre, con i tre vice Nicola Bertinelli (Emilia Romagna), David Granieri (Lazio) e Gennaro Masiello (Campania) oltre a Maria Letizia Gardoni (Marche), Francesco Ferreri (Sicilia), Daniele Salvagno (Veneto), Savino Muraglia (Puglia) e il leader uscente Roberto Moncalvo (Piemonte): età media 41 anni e 9 mesi, in linea con quella dei dirigenti locali presenti sul territorio (43 anni e 10 mesi), anch’essa la più bassa della storia. Forte rinnovamento generazionale per una realtà da 1,6 milioni di associati, fondata nel 1944, cresciuta nel tempo fino ad arrivare a rappresentare la maggioranza assoluta delle imprese attive nel comparto agricolo, con una quota del 70% degli iscritti alle Camere di Commercio tra le organizzazioni di rappresentanza. Prandini prende il timone di una Coldiretti in espansione, impegnata ad estendere la propria influenza dal settore primario all’agroalimentare con progetti come le fattorie, i mercati e le botteghe di Campagna Amica e la Filiera Agricola Tutta Italiana.

IN PRIMO PIANO nella sua agenda rimane la battaglia per l’etichettatura e per il riconoscimento di prezzi equi alla fonte, senza dimenticare i cambiamenti climatici. «In questo momento di importanti sfide per il Paese, l’agroalimentare Made in Italy rappresenta una certezza da cui ripartire per far crescere economia ed occupazione ma anche per tutelare ambiente e territorio – ha dichiarato a caldo -. Gli agricoltori stanno facendo la loro parte, ma possiamo dare di più creando le condizioni per garantire reddito alle imprese, rilanciando un sistema in grado di offrire prezzi più giusti alla produzione, meno burocrazia e maggiore competitività, a partire da una politica di accordi di libero scambio che non penalizzino i nostri prodotti a livello internazionale fino a una legge comunitaria per l’etichettatura d’origine che garantisca vera trasparenza e libertà di scelta ai consumatori». Molte le reazioni istituzionali all’elezione del presidente bresciano. «L’esperienza e la conoscenza del territorio di Prandini rappresentano un valore aggiunto per tutto il comparto nazionale – ha dichiarato il ministro per le politiche agricole Gian Marco Centinaio –. Con lui proseguirà senz’altro la proficua collaborazione su temi cruciali come la difesa del made in Italy e la valorizzazione dei territori in sinergia con lo sviluppo del turismo». «È un piacere sapere che alla guida di una delle più importanti organizzazioni agricole ci sarà un lombardo, farà sicuramente un buon lavoro», ha detto il governatore Attilio Fontana, mentre l’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi parla di «ottima notizia per Brescia e Lombardia, prima provincia e prima regione agricole d’Italia: garantisco fin d’ora la massima collaborazione». Congratulazioni anche da Viviana Beccalossi («Sono certa che Prandini saprà far valere tutta la concretezza bresciana per dare risposta alle tante questioni che lo attendono»), e dal presidente dell’Unione Europea delle Cooperative Gherardo Colombo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA