Cidneon saluta con una notte da record

Ieri è stata l’ultima opportunità per i bresciani per visitare le venti installazioni sui due chilometri del percorso SERVIZIO FOTOLIVEGrande successo le luci che ricordano le incisioni camuneSpazio alla fantasia dei bambini che hanno giocato
Ieri è stata l’ultima opportunità per i bresciani per visitare le venti installazioni sui due chilometri del percorso SERVIZIO FOTOLIVEGrande successo le luci che ricordano le incisioni camuneSpazio alla fantasia dei bambini che hanno giocato
Manuel Venturi 17.02.2019

Cidneon chiude con il record. I dati di ieri preannunciavano già la possibilità di sfondare quota 300 mila visitatori, ieri sera si è andati ben oltre: nei nove giorni in cui il Festival delle luci è stato protagonista in castello, i visitatori sono stati 340 mila 410. Ai 280752 visitatori registrati fino al 15 febbraio, ieri se ne sono aggiunti 59.658: un record per Cidneon, che alla prima edizione aveva portato nel Falcone d’Italia 140 mila persone (in cinque giorni), che nel 2018 erano salite a 273541. Il 2019 è andato ancora meglio, superando largamente il muro delle 300 mila presenze. Ieri è stata l’ultima opportunità per i bresciani per visitare le venti installazioni disseminate sui due chilometri del percorso all’interno del castello. Il risultato è stato lo stesso delle altre serate: file ordinate e poca ressa, grazie al fatto che il tragitto più lungo dello scorso anno all’interno della fortezza ha permesso di smaltire le code più velocemente. L’opera più apprezzata di quest’anno, come segnalato dagli organizzatori, è stata il «Brilliant waltz», che come ricorda il direttore artistico di Cidneon, Fabio Larovere, «coniuga l’opera lirica, Verdi, il cinema di Visconti e la letteratura di Tomasi di Lampedusa». Nella «top 5» delle installazioni preferite dal pubblico rientrano quella dedicata alla Mille miglia, le lanterne tricolori degli studenti bresciani, l’opera dedicata ai caduti di Piazza Loggia e «Sapori d’Italia», oltre al videomapping dedicato a Leonardo da Vinci all’ingresso del castello. La soddisfazione per il successo della terza edizione di Cidneon emergeva tutta dalle parole degli organizzatori della manifestazione: «Il numero elevato di vistatori è una conferma dell’apprezzamento del progetto artistico, che cerca di coniugare una dimensione squisitamente artistica a una fruzione popolare, muovendosi tra i due poli dell’arte e dello stupore – ha segnalato Larovere di Cieli vibranti, direttore artistico del progetto a fianco di Andrea Faini e di Robert Ten Caten -. Abbiamo pensato a installazioni dall’alta valenza artistica, come Fulgida, accanto ad altre più giocose: l’omaggio alle icone italiane è stato fatto con intelligenza, mediando tra spettacolarità e riflessione». Larovere ha sottolineato «la grande collaborazione tra le istituzioni e le associazioni coinvolte nell’evento» e definisce «azzeccata» la scelta di invertire il percorso di visita rispetto alle due edizioni passate: «Le attese sono state ridotte e lo scorrimento anche all’interno del castello era più fluido. Siamo contenti della risposta della città: ci aspettavamo una crescita perché il progetto piace». GIOVANNI BRONDI, presidente del Comitato Amici del Cidneo, se da una parte ha festeggiato per la partecipazione variegata al Festival delle luci, dall’altra guarda al futuro: «Oltre 300 mila persone per un evento a Brescia è qualcosa di epocale ma è indilazionabile il progetto di un ascensore inclinato che porta al castello. Abbiamo già depositato il progetto, sarebbe già un’attrattiva in sé». Tiziano Bonometti, presidente di «Up! Strategy to action» e responsabile organizzativo di Cidneon 2019, sperava di chiudere a quota 350 mila visitatori ma «aver portato in castello circa 800 mila persone in tre anni è un grande risultato. Quest’anno la partecipazione è stata agevolata da condizioni meteo ideali, il giro in senso inverso ha reso tutto molto più scorrevole». Ultima nota sulle critiche arrivate sui troppi sponsor presenti lungo il percorso: «Il Festival è costato circa un milione di euro, con le chiavi magiche ne abbiamo raccolti circa 200 mila: essendo un evento gratuito, il resto era a carico degli sponsor, che ci hanno offerto delle installazioni – chiarisce Bonometti -. Ma questo non ha tolto nulla dal punto di vista artistico». • © RIPRODUZIONE RISERVATA